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PISA 2008 2013

fondi europei

24,05,13

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Il Sistema Comune Trasparente Per Tutti

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Abbiamo lavorato per rendere la trasparenza

strutturale all’organizzazione e al funzionamento del sistema comunale.

Solo  il cittadino che conosce, partecipa.

In questo senso la trasparenza è una “prestazione essenziale”

garantita dalla Nostra Costituzione 

art.117, comma 2, lettera m, della Costituzione.

In questi mesi di impegno come assessore ho lavorato per dare massima priorità  all’approvazione dei regolamenti che rappresentano la strumentazione indispensabile per garantire la trasparenza sia nella accezione costituzionale di “prestazione essenziale” sia  in quella che è la vera novità, rappresentata dallo stretto rapporto che si crea fra legalità e trasparenza, la quale, a sua volta, comporta l’accessibilità totale alle informazioni circa i processi di erogazione dei servizi e l’impiego delle risorse pubbliche, al fine di consentire un controllo democratico sul complesso dell’attività amministrativa.

La trasparenza non si ferma al Comune, ma è  vincolante anche per tutti i soggetti che svolgono la propria attività a favore o per conto del Comune, e rappresenta un obiettivo gestionale e parametro di valutazione della qualità dei servizi prestati

TRASPARENZA

2+2=5

Dall’età del livellamento,

dall’età della solitudine,

dall’età del Grande Fratello,

dall’età del Bispensiero…

tanti saluti! “

Il M5s predica la decrescita
ma pratica
la cementificazione del ragionamento.
 
 
Grillismo o Berlusconismo, sono entrambi votati al Bipensiero.
2+2=5 e chi la pensa diversamente
è un nemico.
 
Il M5s ha deciso che finchè non avrà il 100% non dialogherà con nessuno.
Lancerà solo accuse, proclami e molti NO.
 
 
La trasparenza non deve entrare in questo meccanismo distruttivo,
per questo sono intervenuta ed intervengo.
 
Solo il cittadino che conosce, partecipa.
 
E’ in questo senso, che la trasparenza, è una “prestazione essenziale” , art.117, comma 2, lettera m, della Costituzione. 
 

Abbiamo lavorato per rendere la trasparenza strutturale all’organizzazione e al funzionamento del sistema comunale.

 
Gli strumenti che fanno della trasparenza un bene comune immediatamente esigibile, sono,
in aggiunta alle norme nazionali, i nostri regolamenti,
su cui mi sono impegnata direttamente .
 
E’ una materia complessa, quella dei regolamenti e non fa notizia, ma cambia strutturalmente il modo in cui lavora un Comune e nel nostro caso, lo fa mettendo tutto sotto la lente di ingrandimento della trasparenza.
 
Per garantire la trasparenza
sia nella accezione costituzionale
di “prestazione essenziale”
sia in quella che è la vera novità,
rappresentata dallo stretto rapporto
che si crea fra legalità e trasparenza.
 
I regolamenti rappresentano
la strumentazione
per far funzionare
il Piano anticorruzione,
che, primi in Italia, abbiamo predisposto.
 
 
Direi di andarli a leggere sul sito istituzionale del Comune, ma visto che i grillini non riescono a navigarci, meglio che si fermino prima sul motore di Google e ci arrivino da lì. Si trova tutto.
 
 
Il M5s gioca sul suo sito con il Dlgs 33/2013, un decreto che rende omogenee a livello nazionale le sezioni in cui pubblicare le informazioni.
 
Non è cosa da poco, di fronte ad un numero altissimo di dati e di pagine, tutte pubblicate, il lavoro sulle sezioni è fondamentale, perchè cambierà il modo di avvicinarsi ai siti istituzionali dei Comuni, renderà più immediata la consapevolezza di dove trovare i dati e di come cercarli.
 
 
C’è chi lavora, senza aspettare il 100% dei consensi, anzi, sperando di non averli mai.
I cinque anni appena passati
sono stati gli anni in cui
la crisi finanziaria è nata
ed è cresciuta a dismisura.
 
A Pisa i dati su cui i grillini giocano e scherzano,
hanno significato affrontare la crisi
con risposte concrete,
meglio Ikea,
Porto di Marina,
People Mover,
recupero del Santa Chiara,
Ospedale di Cisanello,
progetti Piuss,
edilizia sociale,
oppure il giochino dei proclami e del NO ?
 
 
Senza i SI che servono per uscire dalla crisi
a pagare sono sempre e solo i cittadini.
 
 
Al gioco del Bipensiero a perdere sono i lavoratori,
le famiglie, i giovani, i pensionati, le donne,
che restano soli sotto il rigore, ovvero,
ciò che il più ricco un per cento della popolazione desidera,
diventa ciò che la scienza economica ci dice che dobbiamo fare”, copywright Paul Krugman.
 
Meglio tornare a pensare,
perchè il futuro dipende da noi
e dalla nostra voglia di cambiamento,
un cambiamento vero, però

ALLEANZE NO ALLE SOMME MATEMATICHE MA ALLA SOMMA DELLE IDEE E DEI PROGRAMMI

Ci stiamo avvicinando ai prossimi appuntamenti elettorali, delle amministrative nel 2013 per Pisa e quanto pare ad oggi, delle politiche nel 2012. Difficile parlare di alleanze di governo se prima non si parte da una lettura condivisa della crisi economica.

C’è un’economia che sulle disuguaglianze economiche e sociali è cresciuta e continua a speculare.

C’è un’economia che sull’attacco ai diritti dei lavoratori millanta una via d’uscita dalla crisi, che non arriva mai.

C’è un’economia che con la globalizzazione finanziaria priva di un’altrettanto globale autorità di controllo, ha caricato un’arma pronta a far fuoco ad orologeria contro quello o quell’altro stato, a spese delle popolazioni e dei diritti, dello stato sociale e della libertà dei cittadini e dei loro governi.

C’è una politica che è rimasta a guardare, lasciando all’economia, parte determinante, del suo ruolo di programmazione economica e sociale, adducendo la globalizzazione come giustificazione di una sempre maggiore marginalità.

Il gioco d’azzardo sulla roulette dei mercati globali continua indisturbato.

C’è un’economia da risanare, come sottolinea gran parte del mondo liberale che ha preso le distanze dall’ultraliberismo dell’economia della crisi e una politica che deve recuperare la marginalità di cui soffre dall’inizio della globalizzazione.

Certo che fare meglio del governo Berlusconi, è un obiettivo minimo, ma non basta.

Nella nostra dimensione cittadina, aver fatto una politica in reale CONTROTENDENZA con le scelte del governo Berlusconi, ci pone in una condizione ottimale per continuare a costruire concretamente una vera alternativa.

Per CONTROTENDENZA  intendo il raggiungimento di risultati molto concreti e chiari.

Primo, avere ridotto il debito. Siamo il Comune meno indebitato della Toscana a detta della Cgia di Mestre.

Secondo, avere i conti in ordine. Siamo il comune capoluogo con i conti «più virtuosi» della Toscana secondo l’Ifel. Abbiamo una delle percentuali più basse in Italia, lo 07%, (dati del Sole 24 Ore) di utilizzo di entrate straordinarie per le spese correnti, ovvero non si vive al di sopra dei propri mezzi. Siamo stati tra i primi Comuni d’Italia ad avere approvato il Bilancio di previsione per il 2011, annus terribilis dei tagli a mannaia del governo Berlusconi.

Terzo, avere attratto nuovi investimenti pubblici e privati. Siamo la prima città in Toscana per gli investimenti nell’edilizia sociale e ai primi posti per spesa sociale e socio-educativa rispetto al bilancio comunale. Abbiamo attinto ampiamente ai finanziamenti europei, mentre a livello nazionale l’Italia è al penultimo posto tra gli stati membri, per utilizzo delle risorse comunitarie.

Quarto, siamo la seconda città in Toscana e quinta a livello nazionale, fra i territori d’Italia in cui la cultura produce maggiore ricchezza. Vi ricordate Tremonti, quando diceva che “la cultura non si mangia” ?

Pisa è una città che negli anni drammatici successivi al 2008, è stata comunque una città in movimento, che ha combattuto la crisi invece di ignorarla.

E’ la CONTROTENDENZA di questi anni che ci permette di arrivare al 2013 in una condizione economica e sociale migliore di molte altre realtà toscane e nazionali.

Questa CONTROTENDENZA è il primo fondamento su cui si possono costruire le alleanze per Pisa 2013.