ALLEANZE NO ALLE SOMME MATEMATICHE MA ALLA SOMMA DELLE IDEE E DEI PROGRAMMI

Ci stiamo avvicinando ai prossimi appuntamenti elettorali, delle amministrative nel 2013 per Pisa e quanto pare ad oggi, delle politiche nel 2012. Difficile parlare di alleanze di governo se prima non si parte da una lettura condivisa della crisi economica.

C’è un’economia che sulle disuguaglianze economiche e sociali è cresciuta e continua a speculare.

C’è un’economia che sull’attacco ai diritti dei lavoratori millanta una via d’uscita dalla crisi, che non arriva mai.

C’è un’economia che con la globalizzazione finanziaria priva di un’altrettanto globale autorità di controllo, ha caricato un’arma pronta a far fuoco ad orologeria contro quello o quell’altro stato, a spese delle popolazioni e dei diritti, dello stato sociale e della libertà dei cittadini e dei loro governi.

C’è una politica che è rimasta a guardare, lasciando all’economia, parte determinante, del suo ruolo di programmazione economica e sociale, adducendo la globalizzazione come giustificazione di una sempre maggiore marginalità.

Il gioco d’azzardo sulla roulette dei mercati globali continua indisturbato.

C’è un’economia da risanare, come sottolinea gran parte del mondo liberale che ha preso le distanze dall’ultraliberismo dell’economia della crisi e una politica che deve recuperare la marginalità di cui soffre dall’inizio della globalizzazione.

Certo che fare meglio del governo Berlusconi, è un obiettivo minimo, ma non basta.

Nella nostra dimensione cittadina, aver fatto una politica in reale CONTROTENDENZA con le scelte del governo Berlusconi, ci pone in una condizione ottimale per continuare a costruire concretamente una vera alternativa.

Per CONTROTENDENZA  intendo il raggiungimento di risultati molto concreti e chiari.

Primo, avere ridotto il debito. Siamo il Comune meno indebitato della Toscana a detta della Cgia di Mestre.

Secondo, avere i conti in ordine. Siamo il comune capoluogo con i conti «più virtuosi» della Toscana secondo l’Ifel. Abbiamo una delle percentuali più basse in Italia, lo 07%, (dati del Sole 24 Ore) di utilizzo di entrate straordinarie per le spese correnti, ovvero non si vive al di sopra dei propri mezzi. Siamo stati tra i primi Comuni d’Italia ad avere approvato il Bilancio di previsione per il 2011, annus terribilis dei tagli a mannaia del governo Berlusconi.

Terzo, avere attratto nuovi investimenti pubblici e privati. Siamo la prima città in Toscana per gli investimenti nell’edilizia sociale e ai primi posti per spesa sociale e socio-educativa rispetto al bilancio comunale. Abbiamo attinto ampiamente ai finanziamenti europei, mentre a livello nazionale l’Italia è al penultimo posto tra gli stati membri, per utilizzo delle risorse comunitarie.

Quarto, siamo la seconda città in Toscana e quinta a livello nazionale, fra i territori d’Italia in cui la cultura produce maggiore ricchezza. Vi ricordate Tremonti, quando diceva che “la cultura non si mangia” ?

Pisa è una città che negli anni drammatici successivi al 2008, è stata comunque una città in movimento, che ha combattuto la crisi invece di ignorarla.

E’ la CONTROTENDENZA di questi anni che ci permette di arrivare al 2013 in una condizione economica e sociale migliore di molte altre realtà toscane e nazionali.

Questa CONTROTENDENZA è il primo fondamento su cui si possono costruire le alleanze per Pisa 2013.

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