“I MIEI MIGLIORI INTERVENTI PUBBLICATI”

IL CANTO DELLE SIRENE

DALLA PARTE DEI POPOLI

TEST INVALSI

 LA DOMUS MAZZINIANA

TRAMMINO DEL LITORALE

IL CANTO DELLE SIRENE

L’alba della notte in cui l’Italia si è venduta la madre è ancora lontana.

“Vendersi la madre” è un’espressione uscita come un ruggito dalla bocca di Terry de Niccolò, in un’intervista a Rai2 che sta invadendo il web.

Se vuoi sopravvivere nell’era del “ghe pensi mi”, devi essere disposto a vendere anche tua madre. Vendersi la madre, significa molto di più che vendersi se stessi, significa vendere la propria nascita, cancellare sotto una montagna di danaro se stessi e rinascere. Rinascere negli oggetti e nel potere di un’identità sfavillante. Rinascere senza carne, senza madre, senza famiglia. Rinascere oggetto. Senza etica, senza fatica, senza regole, senza diritti, solo luci abbaglianti e cartellini del prezzo. Vendersi la madre, non è stato percepito come una fogna dell’essere, ma come il biglietto d’ingresso per l’etile dell’avere.

Hanno venduto la madre, quelli che ridevano la notte del terremoto dell’Aquila. Hanno venduto la madre, i trafficanti di voti che siedono in Parlamento. Hanno venduto la madre i “tangentari” che rapinano il paese delle sue infrastrutture. L’elenco è lungo. C’è uno scollamento morale tra se stessi e gli altri, su cui l’era Berlusconi ha costruito un abisso, dentro è sprofondato quel senso della comunità, legata della condivisione di diritti e di doveri, di speranza e di futuro, che è alla base del patto sociale.

Abbiamo lasciato che accadesse, bloccati dalla trappola di un racconto della realtà, in cui “2+2=5” e “2+2=4” sono diventati due schieramenti avversi. Il delirio di onnipotenza di chi vende la madre e ne ha fatto un sistema politico ed economico, ha avuto un solo limite davvero invalicabile, la nostra Costituzione. Un’altra madre che più volte hanno cercato di vendere, per cancellare quei diritti che ci rendono un popolo libero.

DALLA PARTE DEI POPOLI

La morte di Vaclav Havel, fa riaffiorare i ricordi della grande stagione di libertà dei popoli dei regimi comunisti europei alla fine degli anni ’90. Viene da chiedersi se oggi, non stia di nuovo attraversando l’Europa e il mondo, un’altra grande spinta democratica, che nasce dai popoli. Oggi c’è Piazza Tahrir, c’è Occupy Wall Street, ci sono le piazze italiane che si sono riempite di donne, di giovani, di lavoratori, di studenti e sabato a Firenze, di immigrati.

I senza potere di Havel, di un libro scritto nel 1978, assomigliano molto ai manifestanti di Occupy Wall Street, ai blogger dissidenti arabi, alle donne di Se Non Ora Quando, ai movimenti dei giovani precari italiani, ai lavoratori di Pomigliano, a chi sale sulle gru per farsi ascoltare. “Il potere dei senza potere” del XXI sec., nasce usando nuovi mezzi, nuovi strumenti tecnologici, agendo in una nuova agorà che è anche virtuale. Ma, quello che chiedono i senza potere di oggi, come quelli di Havel, è di uscire dalla menzogna, chiedono onestà e coraggio. Onestà sul mancato risanamento di un sistema speculativo che impoverisce l’intera economia mondiale, togliendo immense risorse al cammino produttivo dell’economia. Onestà, sul mancato risanamento di un sistema finanziario internazionale degradato e deteriorato che mette al giogo i popoli.

Secondo il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz “ il crollo dei mercati del 2008, ha avuto per il fondamentalismo liberista, lo stesso effetto del crollo del muro di Berlino, per il comunismo”. I popoli schiavi di un’unica rappresentazione della realtà, nel 1989 premevono verso una porta che si apriva su una realtà nuova, alternativa. Oggi, dov’è la nostra porta di Brandeburgo, che si apre su una realtà nuova? Che la crisi economica sia sistemica, è appurato. Mancano però, le vie d’uscita dal sistema, le riforme strutturali. Su queste vie d’uscita premono le piazze, non quelle dei mercati, ma quelle vere. Verso una società diversa volge lo sguardo delle donne, le prime a pagare i costi di questa crisi, come lavoratrici e come madri. Lo sguardo delle donne, dei giovani, dei lavoratori è in cerca di una nuova porta verso un sistema che sia dalla parte dei popoli. Il loro potere è maggiore di quello che comunemente si immagina, è il potere di quei senza potere, capaci di cambiare il mondo, raccontati da Havel.

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