Archivio per Media

WIKIPEDIA SOTTO IL BURCA DEL SULTANO

Wikipedia in lingua italiana si è fermata.

E’ questa l’immagine di un’ Italia distante dalle altre democrazie occidentali, imprigionata sotto il burca di un sultano che non riconosce negli italiani i cittadini, ma solo i sudditi .

Aprire la pagina di Wikipedia e trovarla nascosta, misura il nostro downgrade democratico.

Il taglio del rating sul debito italiano da parte di S&P e di Moody’s, è l’altra faccia della medaglia che viene appuntata sul petto di questo Governo.

Alla crisi economica si aggiunge una crisi politica e morale, che travolge i rating insieme alle libertà e ai diritti dei cittadini.

Donne e uomini sono costretti a girare per le strade del web sotto un burca, che ci rende invisibili nella nostra individualità e in grado di guardare il mondo solo dietro una maschera. Un burca che copre i cittadini e i loro occhi sul mondo. Questa è l’Italia che Berlusconi ha costruito per noi. Strappare via il burca è ancora possibile ? Il sultanato berlusconiano è entrato nelle nostre case. Se state facendo la lezione con i vostri figli dal motore di ricerca approdate alla pagina di Wikipedia, chiusa.

E’ una sensazione che non lascia indifferenti. Bambini, giovani, studenti, famiglie, uomini e donne sono vittime di un atto di violenza che si consuma ad ogni clic del mouse e si moltiplica casa dopo casa, ufficio dopo ufficio in tutto il tessuto sociale ed economico del paese. La pagina bianca di Wikipedia ha l’effetto di una webcam che mette in rete il vero volto dell’era berlusconiana.

Il bavaglio sulla libertà di stampa viene annodato sempre più stretto, per coprire la decadenza morale e democratica del sistema Berlusconi che straripa da ogni parte. Il comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni è la stretta finale sulla libertà. Tutta la rete rischia di divetare una pagina bianca, i blog, i social network, i siti.

L’Italia democratica è davanti ad uno schermo che sta per essere svuotato e spento.

SALVIAMO IL CINEMA ARSENALE, il buio illuminato delle piccole sale nei vicoli delle città

“La televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi.”

Jean-Luc Godard

silvia marroni

29 anni di proiezioni, 6.500 tesserati, migliaia  di biglietti  staccati,  hanno  creato i ricordi di  più  di una generazione di pisani.

silvia marroni

Ogni martedì pomeriggio di quasi diciannove anni fa, contavo i giorni e i minuti per arrivare finalmente a sedermi sulle poltroncine dell’Arsenale e vedere settimana dopo settimana, i 13 capitoli di “Die zweite Heimat” di Edgar Reitz, con gli immancabili sottotitoli in tedesco.

Negli anni del liceo avevo sempre  il programma dell’Arsenale piegato in mezzo ai libri.

Ricordo le chiacchierate e le risate, i commenti infervorati per i vicoli di San Martino insieme agli amici, prima e dopo le proiezioni e, molto altro ancora.

Anche le nuove generazioni meritano di camminare nelle strade della città per andare al cinema, senza essere catapultati dentro contenitori ad hoc in mezzo al nulla, per conoscere il cinema e le immagini di un mondo che è molto di più di quello che vediamo in fretta e furia.

Anche per le nuove generazioni il cinema non dovrebbe essere solo “oblio”, 3D e pop corn, ma ricordi e una parte ricca della loro crescita personale.

Sempre più legate alla tecnologia e alle immagini in alta definizione, con uno sguardo alla PSP, uno al nintendo, le mani sui telecomandi della Wii e della PS3, l’iPod, l’iPodTouch e l’iPad,  hanno ancora bisogno  di uno spazio di crescita e di  passione  in cui si aprono gli occhi di un viaggio di scoperta sempre nuovo, dentro il buio illuminato della piccola sala dei cinema d’essai .

VIENI VIA CON ME

Da chi vi fareste portare via,

via dalle menzogne, dall’egoismo, dalla volgarità,

dalle ruberie, dai privilegi,

dall’ostentazione selvaggia di ignoranza e di negazione di ogni merito,

dall’arroganza, dalla prepotenza,

dall’illegalità, dalla mancanza di amore per la cultura ed il futuro ?

Questo dovrebbe essere il profilo del leader della coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni.

Onestà e coraggio per guardare avanti in modo nuovo .

L’elenco da ricordare per dare valore al  coraggio delle idee e del cambiamento :

 

COME SI DICE “CHIUDI SANTORO” IN RUSSO ?

DOMANI SERA A PISA

IN LARGO CIRO MENOTTI

IN DIRETTA DA BOLOGNA

“RAI PER UNA NOTTE”

E SE VOGLIAMO “UNA NOTTE PER LA RAI”

LA RAI SERVIZIO PUBBLICO, LA RAI DI ANGELO GUGLIELMI,

LA RAI DI ENZO BIAGI, LA RAI DEL GIORNALISMO D’INCHIESTA,

LA RAI DI REPORT, LA RAI DI SAMARCANDA, LA RAI DI BLU NOTTE,

LA RAI LIBERA INDIGESTA SIA ALLA DESTRA CHE ALLA SINISTRA

Se proviamo a cercare su You Tube o nelle teche Rai i programmi di 10 anni fa, ci rendiamo conto di quanto siamo andati indietro. Anche in tempi di lottizzazione da Prima Repubblica la libertà di stampa, i programmi giornalistici, le inchieste hanno fatto la storia del giornalismo televisivo ed erano tutti programmi Rai.

GIOVEDI’ 25 MARZO L’INFORMAZIONE LIBERA TORNA IN TELEVISIONE

UNA RETE DI TV PRIVATE, BLOG, PIAZZE

DAL SATELLITE ALLA  DIRETTA STREAMING,

ALLE RADIO

OGNI MEZZO DI COMUNICAZIONE

PER RIDARE VOCE ALLA LIBERTA’ D’INFOMAZIONE

PER ROMPERE IL SILENZIO DELLA RAI

PER STRAPPARE IL BAVAGLIO

STRETTO SULLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI

 

LA POLITICA SPARISCE DALLE TV, PORTIAMOLA SUL WEB DOVE LA PAR CONDICIO NASCE DALLA LIBERTA’ DELLA CIRCOLAZIONE DI IDEE, PROGRAMMI, DISCUSSIONI E NON DAI RECINTI E DAI MURI DELLA PAURA DI APPARIRE PER COME SI E’ VERAMENTE

Politically Lost

Politically Lost

Non guardo spesso la tv, sono una maniaca delle fiction americane, In Treatment, Lost, Profiling, Dr House, tutti i Grey’s Anatomy, Private Practice, Brothers and Sisters, sono la mia Nutella televisiva, ma le guardo sul satellite con My Sky per cancellare ogni traccia di pubblicità, la tv quando voglio e come voglio, sono talmente abituata a scegliere dall’hard disk che anche la tv generalista finisco per guardarla solo on line da internet, e cerco i programmi di approfondimento, proprio quelli che con la scusa delle elezioni la par condicio HA CANCELLATO, restano i TG  :

Se continuiamo così fino al 28 Marzo quel poco di nuovo che emerge dal dibattito politico ed economico più europeo che italiano, quel poco di interesse per la sfida di uscire dal pantano della politica più vecchia e più immobile d’Europa resterà lontano dal grande pubblico televisivo, sono i numeri della televisione che fanno paura alla politica, se qualche buona idea, uno spiraglio di passione e di autenticità della politica finisce in pasto a milioni di telespettatori chi proteggerà i dinosauri dei Palazzi romani?

Non ci resta che il Web, un invito a tutti i blog italiani, parlate di politica, link, riflessioni, critiche, ricerche di dati per ridare voce al dibattito politico e togliere quel sorrisetto compiaciuto di chi si sente al sicuro solo nell’ombra e lontano dagli elettori.

TivùSat : le concorrenti dell’analogico alleate sul satellite

125 milioni di euro per restare su Sky .

La Rai dice no,

nessuna controproposta, teme forse che sky accetti?

Dal 1 Agosto la Rai sparisce dai canali Sky

Nasce TivùSat:

Rai (48%) Mediaset (48%) e Telecom media (La7)(4%)

Ma Mediaset resta anche su Sky.

Quale Rai vedremo su TivùSat ? la Rai dei quizzoni o la Rai di Annozero ?

L’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, apre un’istruttoria su TivùSat in difesa della “fair competition”.
La Rai ha un “contratto di servizio” da rispettare e deve essere presente su tutte le piattaforme secondo il principio della “neutralità tecnologica” in difesa dell’ “educational”.
Il richiamo al carattere proprio della TV pubblica di servizio ha impedito che i canali generalisti sparissero da Sky, dovranno essere visibili su tutte le piattaforme.
Resta il rammarico per la mancata valorizzazione della Rai, di un patrimonio di identità e di storia nazionale racchiuso nella sue trasmissioni che TivùSat non sembra proprio nascere per mettere in luce.

Sky senza Rai, perchè vedremo, che i programmi dei canali generalisti finiranno per essere criptati, è meno italiana, meno nostra.