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L’EUROPA DELLE CITTA’

C’è un volto dell’Europa che noi italiani conosciamo poco, un volto fatto di milioni di persone soddisfatte per aver ottenuto dalle istituzioni europee un aiuto concreto per realizzare i loro progetti. Sono i beneficiari dei finanziamenti dell’Unione Europea. 

I fondi europei sono una scelta non solo economica, ma di mentalità. L’europrogettazione vuole trasparenza, tempi di realizzazione certi. Non viene calata dall’alto, nasce dalla buona amministrazione e premia impegno e merito.

Noi dell’Italia dei Valori, vogliamo aprire in Italia un dibattito nazionale sullo scempio del mancato utilizzo di fondi europei e lo facciamo a Pisa, una città in controtendenza rispetto a questo spreco di risorse. A Pisa nei cinque anni, in cui la crisi finanziaria è nata e cresciuta a dismisura, si è investito grazie anche ai finanziamenti europei. L’Italia è 26° sui 27 paesi europei per utilizzo dei finanziamenti EU, Pisa, invece, l’opportunità non se l’è lasciata sfuggire e ha utilizzato, fondi diretti e indiretti, per migliorare la qualità della vita cittadina, finanziare la riqualificazione urbana, nuovi percorsi turistici, nuovi luoghi di aggregazione, poli scolastici e la spesa sociale. 

Hanno aderito moltissimi giovani laureati, perchè la formazione è merce rara in questi anni di tagli ed è più preziosa dell’oro per uscire dalla crisi. C’erano professionisti, medici, piccoli imprenditori, operatori sociali, associazioni, ricercatori, tutta quella società che non si arrende alla crisi e può trovare nei fondi europei il mezzo per realizzare progetti e creare lavoro.

Questa è la politica in cui noi crediamo.

Una politica che serve ai cittadini e che non si serve dei cittadini.

 

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UN 2012 DALLA PARTE DEI POPOLI

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La morte di Vaclav Havel, fa riaffiorare i ricordi della grande stagione di libertà dei popoli dei regimi comunisti europei, alla fine degli anni ’90.

Viene da chiedersi se oggi, non stia di nuovo attraversando l’Europa e il mondo, un’altra grande spinta democratica, che nasce dai popoli.

Oggi c’è Piazza Tahrir, c’è Occupy Wall Street, ci sono le piazze italiane che si sono riempite di donne, di giovani, di lavoratori, di studenti e di immigrati.

I senza potere di Havel, di un libro scritto nel 1978, assomigliano molto ai manifestanti di Occupy Wall Street, ai blogger dissidenti arabi, alle donne di Se Non Ora Quando, ai movimenti dei giovani precari italiani, ai lavoratori di Pomigliano, a chi sale sulle gru per farsi ascoltare.

“Il potere dei senza potere” del XXI sec., nasce usando nuovi mezzi, nuovi strumenti tecnologici, agendo in una nuova agorà che è anche virtuale.

Ma, quello che chiedono i senza potere di oggi, come quelli di Havel, è di uscire dalla menzogna, chiedono onestà e coraggio.

Onestà sul mancato risanamento di un sistema speculativo che impoverisce l’intera economia mondiale, togliendo immense risorse al cammino produttivo dell’economia.

Onestà, sul mancato risanamento di un sistema finanziario internazionale degradato e deteriorato che mette al giogo i popoli.

Coraggio per trovare una via d’uscita da una  crisi sistemica.

Secondo il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz

“IL CROLLO DEI MERCATI DEL 2008,

HA AVUTO PER IL FONDAMENTALISMO LIBERISTA,

LO STESSO EFFETTO DEL CROLLO DEL MURO DI BERLINO PER IL COMUNISMO”

I popoli schiavi di un’unica rappresentazione della realtà, nel 1989 premevono verso una porta che si apriva su una realtà nuova, alternativa.

Oggi, dov’è la nostra porta di Brandeburgo, che si apre su una realtà nuova ?

Che la crisi economica sia sistemica, è appurato. Mancano però, le vie d’uscita dal sistema, le riforme strutturali.

Su queste vie d’uscita premono le piazze, non quelle dei mercati, ma quelle vere.

Verso una società diversa volge lo sguardo delle donne, dei giovani, dei lavoratori. Uno sguardo in cerca di una nuova porta verso un sistema che sia dalla parte dei popoli.

Il loro potere è maggiore di quello che comunemente si immagina, è il potere di quei senza potere, capaci di cambiare il mondo, raccontati da Havel.

L’EUROPA DEI POPOLI INIZIA DALLA DIFESA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI EUROPEI

LAVORO E DIRITTI :

I DIRITTI COSTATI UN SECOLO DI LOTTE E DI SACRIFICI

NON SI TOCCANO.

economia un nuovo modello di sviluppo

DEVE ESSERE FERMA LA RISPOSTA A CHI, ECONOMISTI E POLITICI, IMPRENDITORI ED ESIMI PROFESSORI, SOSTENGONO CHE NON E’ QUESTO IL SECOLO DEI DIRITTI DEI LAVORATORI, IL PROSSIMO PASSO SARA’ QUELLO DI SOSTENERE CHE QUESTO NON E’ IL SECOLO DEI DIRITTI, SIAMO SU UNA STRADA CHE AZZERA L’IDENTITA’ EUROPEA, FERMIAMOCI PRIMA DI PRECIPITARE NEL BARATRO DELLA DEREGULATION GLOBALE DEI DIRITTI DELL’UOMO. http://it.wikipedia.org/wiki/Deregolamentazione

“NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCI I DIRITTI” NEL XXI sec. ?

FERMIAMO LA DERIVA DI UN’ECONOMIA CHE E’ ALL’ORIGINE DELLA CRISI FINANZIARIA E CHE SI FONDA SUGLI SQUILIBRI E SULLE DISUGUAGLIANZE, CHE TRASFORMA IL CONTRATTO DI LAVORO IN UN “RICATTO” :

SI FIRMA LA RINUNCIA AI PROPRI DIRITTI PRIMA DI ESSERE ASSUNTI.


L’EUROPA E’ IN GRADO DI DIFENDERE I DIRITTI DEI LAVORATORI EUROPEI?

europa

UN’EUROPA CIECA ALL’UMILIZIONE DEI DIRITTI FONDAMENTALI DEI LAVORATORI

NON SARA’ MAI L’EUROPA DEI POPOLI,

DI TUTTI I CITTADINI EUROPEI.

parlamento europeo

IDENTITA’ EUROPEA E SFRUTTAMENTO DEL LAVORO SONO ANTITETICHE DOPO PIU’ CENTO ANNI DI STORIA EUROPEA.

NON E’ PIU’ UNA QUESTIONE DI DESTRA O DI SINISTRA,

STIAMO PARLANDO DELL’IDENTITA’ STESSA

DI NOI CITTADINI EUROPEI,

DI DIRITTI INALIENABILI DELL’UOMO

E DI UNA CULTURA SOCIALE, ECONOMICA E POLITICA

CHE NON HA NIENTE DI IDEOLOGICO MA CHE RAPPRESENTA

LA NOSTRA IDENTITA’ DI CITTADINI EUROPEI.

COME POSSIAMO ACCETTARE LA TEORIA DEL SUPERAMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE TRA QUELLO CHE NEGLI ANNI ’90 SI CHIAMAVA 1°, 2° E 3° MONDO, AUMENTANDO LE DISUGUAGLIANZE DEL 1° MONDO INVECE CHE AFFRONTANDO LE DISUGUAGLIANZE DEL 2° E DEL 3° ?

UMILIARE I LAVORATORI OCCIDENTALI, ABBASSARE IL LIVELLO DEI DIRITTI DA “NOI” INVECE CHE PROMUOVERE LA CULTURA ED IL RISPETTO DEI DIRITTI FONDAMENTALI NEI PAESI IN CUI MANODOPERA SIGNIFICA SOLO SFRUTTAMENTO.

MANODOPERA= SFRUTTAMENTO ANCHE IN EUROPA?

I DIRITTI DEI LAVORATORI EUROPEI

SONO UNA PRIORITA’ DELL’UNIONE

IL VERO INIZIO DI UN’EUROPA DEI POPOLI

SARA’ LA DIFESA DEL SISTEMA SOCIALE EUROPEO IL CEMENTO DI UN’EUROPA DEI POPOLI.

SE NON POSSIAMO PIU’ PERMETTERCI UNO STATO SOCIALE NAZIONALE,

NEL MILLENNIO DELLA GLOBALIZZAZIONE,

COSTRUIREMO LE CONDIZIONI DI UN SISTEMA SOCIALE EUROPEO,

QUESTA E’ LA VERA SFIDA DELL’EUROPA DEL XXIsec. :

DIFENDERE LA PROPRIA STORIA E LA PROPRIA IDENTITA’ AI TEMPI DELLA GLOBALIZZAZIONE .

ALLA LUCE DI QUESTO DEVE ESSERE LETTO L’ATTACCO ALL’EURO DEGLI ATTORI SENZA VOLTO DELLE CRISI FINANZIARIE AD OROLOGERIA, UN’EUROPA FORTE ED INCISIVA E’ LA PEGGIOR NEMICA DELLE SPECULAZIONI SELVAGGE, DEL SISTEMA DELLE DISUGUAGLIANZE DELL’ECONOMIA DELLA CRISI.

COME E’ POTUTO ACCADERE CHE I FONDI EUROPEI ALLA SERBIA

SIANO UTILIZZATI COME UNO STRUMENTO DI RICATTO

NEI CONFRONTI DEI LAVORATORI ITALIANI ?

COSTRETTI A RINUNCIARE AI PROPRI DIRITTI

ED ALLA PROPRIA IDENTITA’ DI LAVORATORI EUROPEI

DOBBIAMO FARE CHIAREZZA PRIMA CHE IL TENTATIVO DI CHIUDERE NELLA TOMBA DELL’IDEOLOGIA I DIRITTI DEI LAVORATORI CANCELLI OLTRE CENTO ANNI DI STORIA EUROPEA CON LA BACCHETTA MAGICA DELLA SPECULAZIONE DI UN’ECONOMIA DELLE DISUGUAGLIANZE DI TUTTI E DELLA RICCHEZZA DI POCHI CHE TENGONO SOTTO RICATTO CITTADINI E GOVERNI SOTTO LA CAPPA DELLA DIALETTICA DELL’HOMO HOMINI LUPUS.

3 GIORNI AL PARLAMENTO EUROPEO

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“Oggi è il momento in cui bisogna saper gettare via vecchi fardelli divenuti ingombranti, tenersi pronti al nuovo che sopraggiunge, così diverso da tutto quello che si era immaginato, scartare gli inetti tra i vecchi e suscitare nuove energie tra i giovani. Oggi si cercano e si incontrano, cominciando a tessere la trama del futuro, coloro che hanno scorto i motivi dell’attuale crisi della civiltà europea, e che perciò raccolgono l’eredità di tutti i movimenti di elevazione dell’umanità, naufragati per incomprensione del fine da raggiungere o dei mezzi come raggiungerlo.

La via da percorrere non è facile né sicura,

ma deve essere percorsa e lo sarà.”

Manifesto di Ventotene 1943

parlamento europeo

“L’Europa si trova adesso in una posizione di forza per fronteggiare la globalizzazione, per stimolare la crescita economica, per dar prova di solidarietà e garantire uno sviluppo sostenibile, precisamente per quello che i padri fondatori come Alcide De Gasperi, Gaetano Martino e Altiero Spinelli hanno saputo realizzare: la pace, la democrazia e la prosperità attraverso una maggiore interdipendenza.”

José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione europea “50 anni di Europa: Ispirarsi al passato per immaginare il futuro”. Senato italiano, Roma, 23 marzo 2007

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