Archivio per Mass Media

E ORA ? Scheißland. Shitty Country. Pays de Merde. Pais de Mierda. Lorteland. Vend M… Kloteland. Paska Maa. ţară de rahat. Pais de Merde

http://nonleggerlo.blogspot.com/ ” Merda in tutte le lingue del mondo”

LO SDEGNO DI FRONTE ALL’INSULTO DI BERLUSCONI RIVOLTO AL PAESE, CHE EGLI STESSO GUIDA, NON HA CONFINI :

Francia, Germania, Stati Uniti, Belgio, Argentina, Danimarca, Perù, Albania, Brasile, Spagna, Libano, Australia, Svizzera, Giappone, Croazia, Canada, Olanda, Gran Bretagna, Portogallo, Finlandia, Marocco, Lussemburgo, Moldavia, Messico, Estonia, Senegal, Tahiti, cile, India, Zimbabwe, Cina, Austria, Honduras, Ecuador, Israele, Macedonia, Turchia, Irlanda, Russia e Arabia Saudita.

E IN ITALIA ?

CI SIAMO DAVVERO ASSUEFATTI A TUTTO ?

SIAMO SPROFONDATI NEL BARATRO DELL’INDIFFERENZA ?

Il caso Berlusconi oltrepassa i limiti del normale confronto governo-opposizione.

Non è accettabile, che questa assoluta mancanza di rispetto, come purtroppo molti altri precedenti, resti patrimonio dell’indignazione internazionale e diventi dentro i confini italiani ancora una volta un’indignazione di parte.

Non c’entra niente l’ANTIBERLUSCONISMO, la questione non ha i connotati di una o l’altra parte, rientra in un comune codice di rispetto dei cittadini, delle istituzioni, del ruolo istituzionale, di se stessi e degli altri.

E allora perchè in Italia abbiamo perso il senso della misura ?

Che senso ha questo camminare dietro il pifferaio magico dell’illegalità, dell’immoralità, del menefreghismo verso la corte di un sultano che riscrive INDISTURBATO, ogni giorno, un nuova pagina di sempre più gravi attacchi alla ragione e alla decenza, come se niente fosse, senza memoria alcuna delle conseguenze passate, senza una reazione UNANIME che fermi il nuovo passo verso il vuoto istituzionale, dovuto al continuo e violento affronto ai principi fondamentali di uno stato di diritto e della convivenza civile

SALVIAMO IL CINEMA ARSENALE, il buio illuminato delle piccole sale nei vicoli delle città

“La televisione crea l’oblio, il cinema ha sempre creato dei ricordi.”

Jean-Luc Godard

silvia marroni

29 anni di proiezioni, 6.500 tesserati, migliaia  di biglietti  staccati,  hanno  creato i ricordi di  più  di una generazione di pisani.

silvia marroni

Ogni martedì pomeriggio di quasi diciannove anni fa, contavo i giorni e i minuti per arrivare finalmente a sedermi sulle poltroncine dell’Arsenale e vedere settimana dopo settimana, i 13 capitoli di “Die zweite Heimat” di Edgar Reitz, con gli immancabili sottotitoli in tedesco.

Negli anni del liceo avevo sempre  il programma dell’Arsenale piegato in mezzo ai libri.

Ricordo le chiacchierate e le risate, i commenti infervorati per i vicoli di San Martino insieme agli amici, prima e dopo le proiezioni e, molto altro ancora.

Anche le nuove generazioni meritano di camminare nelle strade della città per andare al cinema, senza essere catapultati dentro contenitori ad hoc in mezzo al nulla, per conoscere il cinema e le immagini di un mondo che è molto di più di quello che vediamo in fretta e furia.

Anche per le nuove generazioni il cinema non dovrebbe essere solo “oblio”, 3D e pop corn, ma ricordi e una parte ricca della loro crescita personale.

Sempre più legate alla tecnologia e alle immagini in alta definizione, con uno sguardo alla PSP, uno al nintendo, le mani sui telecomandi della Wii e della PS3, l’iPod, l’iPodTouch e l’iPad,  hanno ancora bisogno  di uno spazio di crescita e di  passione  in cui si aprono gli occhi di un viaggio di scoperta sempre nuovo, dentro il buio illuminato della piccola sala dei cinema d’essai .

IL DIRITTO DI FARE DOMANDE

Lega nord

Quando Berlusconi si appella alla legittimazione a governare ricevuta con il voto degli italiani, chiude la partita democratica il giorno stesso dell’elezione, i diritti dei cittadini spariscono dentro le urne elettorali e muoiono con il voto.

L’abc della democrazia è nel riconoscimento del diritto dei cittadini di fare domande e nel dovere da parte di chi governa, di dare risposte, durante tutto l’arco della legislatura.

Chi fa domande non “delira”, non “commette errori”, esercita la sua prerogativa democratica di cittadino. Non solo Saviano, ma anche il più anonimo cittadino, ha il diritto di porre domande e la politica, ha il dovere di rispondere.

La politica dia risposte invece di cercare lo scontro.

Il ministro Maroni lasci agli intellettuali, ai giornalisti, ai singoli cittadini il diritto di fare domande a chi governa.

E’ un fatto che il Nord sia governato dalla Lega da oltre quindici anni, è un fatto che le mafie siano in affari soprattutto al Nord, chiedere conto di questo è un diritto, chiamare “delirio” l’esercizio di un diritto è, quello sì, un delirio di autoreferenzialità.

La Lega con l’attacco di Maroni a Saviano, è riuscita a dimostrarsi molto più berlusconiana, di quanto vorrebbe fare apparire. Nel suo arroccamento dentro le stanze del potere, anche la Lega, vede i cittadini italiani come nemici, divide la realtà in schieramenti inventati dalla politica. Tra la gente, invece, ci sono domande che esigono risposte, sulla mafia, sull’economia, sulla scuola, sulla sanità, sul futuro di questo Paese.

Ci siamo spinti così oltre nella chiusura della politica nei confronti dei cittadini, grazie anche ad un sistema dell’informazione, che ha smesso di fare domande, ha smesso di incalzare il potere. Sono rimasti isolati, i giornalisti che fanno inchieste di pubblico interesse, come la voce nel deserto di Report. Sono diventati di parte i giornalisti che fanno domande scomode, come Santoro. Si è affermato un metodo agghiacciante di isolamento e di esclusione delle domande dalla vita politica di questo Paese.

E’ la dittatura intellettuale e politica del “ghe pensi mi” ,  dell’orticello di casa diventato unica prospettiva e visuale,  tutto il resto è noia. Peccato che tutto il resto sia elemento determinante per poter vivere dignitosamente all’interno di quell’orticello.

Di fronte a nove milioni di telespettatori, Saviano ha dato voce a tutti noi cittadini che avevamo perso la volontà e la speranza di poter ancora formulare domande ed ottenere risposte, senza essere aggrediti e nell’aggressione verbale vedere negato il rapporto democratico  con chi ci governa, che inizia con il voto ma non finisce dentro la cabina elettorale, come vorrebbe questa politica, che vive e muore dentro le stanze chiuse del potere.

 

COME SI DICE “CHIUDI SANTORO” IN RUSSO ?

DOMANI SERA A PISA

IN LARGO CIRO MENOTTI

IN DIRETTA DA BOLOGNA

“RAI PER UNA NOTTE”

E SE VOGLIAMO “UNA NOTTE PER LA RAI”

LA RAI SERVIZIO PUBBLICO, LA RAI DI ANGELO GUGLIELMI,

LA RAI DI ENZO BIAGI, LA RAI DEL GIORNALISMO D’INCHIESTA,

LA RAI DI REPORT, LA RAI DI SAMARCANDA, LA RAI DI BLU NOTTE,

LA RAI LIBERA INDIGESTA SIA ALLA DESTRA CHE ALLA SINISTRA

Se proviamo a cercare su You Tube o nelle teche Rai i programmi di 10 anni fa, ci rendiamo conto di quanto siamo andati indietro. Anche in tempi di lottizzazione da Prima Repubblica la libertà di stampa, i programmi giornalistici, le inchieste hanno fatto la storia del giornalismo televisivo ed erano tutti programmi Rai.

GIOVEDI’ 25 MARZO L’INFORMAZIONE LIBERA TORNA IN TELEVISIONE

UNA RETE DI TV PRIVATE, BLOG, PIAZZE

DAL SATELLITE ALLA  DIRETTA STREAMING,

ALLE RADIO

OGNI MEZZO DI COMUNICAZIONE

PER RIDARE VOCE ALLA LIBERTA’ D’INFOMAZIONE

PER ROMPERE IL SILENZIO DELLA RAI

PER STRAPPARE IL BAVAGLIO

STRETTO SULLE PROSSIME ELEZIONI REGIONALI

 

LA POLITICA SPARISCE DALLE TV, PORTIAMOLA SUL WEB DOVE LA PAR CONDICIO NASCE DALLA LIBERTA’ DELLA CIRCOLAZIONE DI IDEE, PROGRAMMI, DISCUSSIONI E NON DAI RECINTI E DAI MURI DELLA PAURA DI APPARIRE PER COME SI E’ VERAMENTE

Politically Lost

Politically Lost

Non guardo spesso la tv, sono una maniaca delle fiction americane, In Treatment, Lost, Profiling, Dr House, tutti i Grey’s Anatomy, Private Practice, Brothers and Sisters, sono la mia Nutella televisiva, ma le guardo sul satellite con My Sky per cancellare ogni traccia di pubblicità, la tv quando voglio e come voglio, sono talmente abituata a scegliere dall’hard disk che anche la tv generalista finisco per guardarla solo on line da internet, e cerco i programmi di approfondimento, proprio quelli che con la scusa delle elezioni la par condicio HA CANCELLATO, restano i TG  :

Se continuiamo così fino al 28 Marzo quel poco di nuovo che emerge dal dibattito politico ed economico più europeo che italiano, quel poco di interesse per la sfida di uscire dal pantano della politica più vecchia e più immobile d’Europa resterà lontano dal grande pubblico televisivo, sono i numeri della televisione che fanno paura alla politica, se qualche buona idea, uno spiraglio di passione e di autenticità della politica finisce in pasto a milioni di telespettatori chi proteggerà i dinosauri dei Palazzi romani?

Non ci resta che il Web, un invito a tutti i blog italiani, parlate di politica, link, riflessioni, critiche, ricerche di dati per ridare voce al dibattito politico e togliere quel sorrisetto compiaciuto di chi si sente al sicuro solo nell’ombra e lontano dagli elettori.

TivùSat : le concorrenti dell’analogico alleate sul satellite

125 milioni di euro per restare su Sky .

La Rai dice no,

nessuna controproposta, teme forse che sky accetti?

Dal 1 Agosto la Rai sparisce dai canali Sky

Nasce TivùSat:

Rai (48%) Mediaset (48%) e Telecom media (La7)(4%)

Ma Mediaset resta anche su Sky.

Quale Rai vedremo su TivùSat ? la Rai dei quizzoni o la Rai di Annozero ?

L’Agcom, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, apre un’istruttoria su TivùSat in difesa della “fair competition”.
La Rai ha un “contratto di servizio” da rispettare e deve essere presente su tutte le piattaforme secondo il principio della “neutralità tecnologica” in difesa dell’ “educational”.
Il richiamo al carattere proprio della TV pubblica di servizio ha impedito che i canali generalisti sparissero da Sky, dovranno essere visibili su tutte le piattaforme.
Resta il rammarico per la mancata valorizzazione della Rai, di un patrimonio di identità e di storia nazionale racchiuso nella sue trasmissioni che TivùSat non sembra proprio nascere per mettere in luce.

Sky senza Rai, perchè vedremo, che i programmi dei canali generalisti finiranno per essere criptati, è meno italiana, meno nostra.