Archivio per I REFERENDUM

LA FINANZIARIA DELLA LEGALITA’

La legalità è da oltre tredici anni il punto cardine della politica dell’Italia dei Valori, è nel nostro DNA dall’inizio. Oggi, ancora più di ieri, garantire il rispetto della legalità resta il punto di partenza per un’Italia capace di tornare a crescere e a credere nel futuro.

Il confronto con gli altri Paesi industrializzati, ci fornisce uno spaccato inequivocabile, di una crisi economica italiana, che è una crisi al quadrato, perché alla crisi finanziaria globale si somma una crisi tutta tricolore. La nostra economia presenta un unicum nel panorama dei paesi industrializzati, il 22% del Pil resta nascosto nel sommerso, ogni anno si evadono 120 miliardi di euro e la corruzione costa ai cittadini 60 miliardi l’anno.

crisi economica tricolore

La ripresa e la crescita in Italia nascono dal ripristino della legalità. Solo una manovra finanziaria in grado di riportare a galla quel sistema illegale sommerso che sta divorando la parte sana del paese può fermare la china rovinosa in cui versa la nostra economia. Con una crescita che non arriva all’1,3% annuo, nascondere il 22% del Pil, il 16% secondo le stime più prudenti, nella palude del sommerso è un attacco al futuro dell’economia italiana. Per peso del sommerso rispetto al Pil, siamo primi in Europa, i primi dei peggiori. C’è un paese nascosto che sta divorando la crescita e lo sviluppo del paese reale. Questo doppio livello, l’Italia dei cittadini e l’Italia dei “furbetti” è il principale freno alla ripresa. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.

I dati pubblicati dall’Ocse e dalla Banca d’Italia fotografano un Italia sempre più diseguale. Gli italiani più ricchi hanno un reddito superiore di dodici volte quello dei più poveri. Se guardiamo il tasso di diseguaglianza nella distribuzione del reddito, siamo penultimi in Europa . Negli ultimi dieci anni, le diseguaglianze si sono accresciute di oltre cinque punti. La mobilità sociale generazionale e di genere è la peggiore in Europa. Il 45% dei leader italiani, nella politica, nelle istituzioni e nel mondo produttivo, ha più di 70 anni. Il nostro tasso di disoccupazione giovanile è di oltre otto punti percentuali sopra la media europea. Il rischio di povertà in Italia cresce al diminuire dell’età, si tratta di un fenomeno nuovo, 30 anni fa la situazione era esattamente capovolta. Le donne sono messe anche peggio, siamo al 26° posto sui 27 paesi dell’Unione Europea, dietro di noi solo Malta, per la presenza di donne in politica ed economia.

Il referendum ha segnato un momento di risveglio della cittadinanza attiva e di richiesta di legalità e di attenzione al bene comune. Per fermare l’impoverimento delle famiglie, delle donne e dei giovani, per fermare l’attacco continuo alla speranza in un futuro migliore serve che il paese scelga la legalità a cominciare da una finanziaria che apra le tasche nascoste dell’economia sommersa e smetta di svuotare le tasche dei cittadini.

Su questo blog  stiamo discutendo da molto tempo i temi della legalità.

Vi invito a consultare i vari indici sulla terza colonna e buona lettura a tutti !

REFERENDUM : I PARTITI ASCOLTINO OLTRE A FESTEGGIARE LA VITTORIA DEI CITTADINI

Pisa con oltre il 64% di votanti ha fatto da traino al dato regionale e nazionale. Un ringraziamento a tutti, per aver firmato per la presentazione dei referendum la scorsa estate, ai mercati, alle uscite dei supermercati, nelle piazze, sul lungomare, anche per la festa di San Ranieri eravamo presenti con i nostri banchetti per la raccolta delle firme. Grazie per aver rafforzato giorno dopo giorno la convinzione che un’altra Italia era rimasta senza voce e voleva tornare a contare.

Grazie per aver firmato e aver portato a firmare in una fittissima rete di comunicazione porta a porta, grazie per gli abbracci che spesso scattavano sotto il sole di luglio nei parcheggi assolati dei supermercati, perchè tranne un’unica eccezione, la Coop di Cisanello, non ci era consentito raccogliere le firme alle entrate ma solo sul suolo pubblico antistante.

Grazie per aver avuto pazienza nel compilare tutte e tre le richieste per i referendum, spesso in fila sempre sotto il sole delle calde giornate di giugno e luglio. Sentirsi insieme, nel ritrovare la voce per cambiare le cose che non vanno, è il vero senso della politica e della cittadinanza attiva.

REFERENDUM

Ogni volta che uscivo di casa con il tavolino e le sedie di plastica, i manifesti e i volantini, dovevo superare la barriera del marito e dei figli che per più di due mesi mi hanno visto sparire la mattina presto, i pomeriggi e le sere, sempre di corsa, sempre carica di energia ma troppo stanca per fare qualunque altra cosa, niente giochi, niente feste, perchè ogni occasione era decisiva per arrivare alle firme necessarie per presentare i referendum in Cassazione.

4 SI per far camminare le idee

Troppe volte mi sono chiesta se non stessi esagerando, troppo idealista, troppo sognatrice, troppo coinvolta nel ritrovare il senso di comunità nei volti e nel riconoscimento di tutti coloro che si riconoscevano reciprocamente in questa rinascita civile, che più andava avanti e più diventava trainante.

All’inizio eravamo solo noi dell’Italia dei Valori a crederci, insieme ai comitati e alle associazioni, determinati a portare fino in fondo le nostre battaglie. Poi, le firme raccolte sono state oltre due milioni, fino ai 27 milioni di cittadini che sono andati a votare. Come unico partito politico che ha presentato i referendum, sappiamo che la vittoria dei SI e del quorum, è solo l’inizio e se si comincia a parlare di Berlusconi invece che di acqua, energie rinnovabili, politica con le mani pulite e al servizio del bene comune, ci preoccupiamo, perchè i cittadini hanno scelto molto chiaramente, non solo ciò che non vogliono, ma anche ciò che vogliono.

In quel luglio di un anno fa, il ritorno al nucleare, la privatizzazione dell’acqua e le leggi ad personam sembravano intoccabili, ma firma dopo firma, era sempre più forte la convinzione che quando le motivazioni sono solide, anche nel momento più buio, se c’è la determinazione e la convinzione delle proprie idee, i mezzi per ridare la voce ai cittadini, si trovano, ci vuole però coraggio e fiducia in se stessi e negli altri.

Poi, mesi dopo il caldo estivo è arrivato un autunno terribile, in cui la crisi economica non poteva più essere nascosta con i proclami dell’imminente arrivo della ripresa, così spesso trasmessi a reti unificate. Un’altra economia, capace di prendere le distenze da quell’economia della crisi che cresce e si arricchisce solo sulle diseguaglianze e le speculazioni, che in un attimo nel 2008 aveva portato il mondo sull’orlo del baratro finanziario, cominciava a profilarsi prima nelle aule universitarie dei premi Nobel per l’economia, poi anche ai vertici delle istituzioni economiche. Socializzare le perdite e privatizzare i profitti come era accaduto nella crisi del 2008, non sarebbe diventato l’ennesimo giogo che l’economia imponeva alla politica.

Poi sono arrivate le piazze di Se non ora quando, in Corso Italia eravamo migliaia, c’erano i professori dell’università, le maestre della scuola dei miei figli, le amiche di una vita, c’era tutta la città , che si riconosceva e si ritrovava e si abbracciava ritrovando la consapevolezza che tutto era ancora da costruire, niente era perduto.

pisa 13 febbraio

Grazie per non essere andati al mare, per la seconda volta, e aver detto Si al diritto di decidere. La seconda Repubblica è nata quando gli italiani hanno rispedito al mittente l’invito ad andare al mare nel ’91, venti anni fa era stato Bettino Craxi, oggi Silvio Berlusconi, la risposta è stata la stessa, niente mare ma cittadinanza attiva , partecipazione e la volontà di decidere direttamente. Per due volte in venti anni i cittadini con i referendum, hanno chiesto una nuova generazione di governanti capace di mettere il bene comune al primo posto e aprire la politica ad una nuova fase in grado di dare slancio al Paese.

Berlusconi invitando ad andare al mare, ha reso esplicito il suo storico legame con una politica di cui nessuno ha più bisogno, tranne chi sulla politica pensa di costruire fortune personali, invece che pubbliche. La sfida oggi, è quella di saper rispondere davvero questa volta, venti anni dopo il primo richiamo, alla volontà di cambiamento che chiedono gli elettori. Si fa un gran parlare in questi giorni di radicali e moderati, sono talmente incancreniti i problemi del Paese, che solo un impegno radicalmente determinato a risolverli, è in grado di convincere che si può cambiare davvero la rotta del prevalere degli interessi di pochi sul bene comune.

I referendum hanno un unico vincitore, i cittadini. E’ nella direzione che i referendum hanno tracciato, con oltre il 94% dei SI, che ci si deve muovere, i  referendum con la più alta percentuale di SI della storia della Repubblica. La risposta deve arrivare da una politica nuova al servizio dei cittadini che rimetta in carreggiata il Paese.

I sacrifici delle giornate passate ai banchetti per la raccolta delle firme, la mobilitazione per portare sulle strade e nelle piazze le informazioni sui referendum, quando i mezzi di comunicazione tacevano, sono parte della nostra identità politica, che è nata e cresce dentro la società civile.

Dopo l’impegno e la fatica, abbiamo diritto ad esprimere ad alta voce, un meritato orgoglio per avere lavorato fin dall’inizio, quando nessun partito politico ci credeva, per restituire la voce ai cittadini su scelte strategiche fondamentali come quelle dei referendum che abbiamo presentato.

Continueremo su questa strada tutta in direzione di una politica che serva il Paese e smetta di servirsene.

4 SI PER UN PAESE DI NUOVO CAPACE DI CREARE FUTURO

L’Italia ha scelto “un fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale”

La rivoluzione democratica degli italiani in difesa della legalità, dei principi fondamentali di uno stato di diritto, dell’uguaglianza, del bene comune sta aiutando l’Italia a risalire il fondo del baratro civile, sociale ed economico in cui la visione del mondo di questo centrodestra ci ha sprofondati. “Ghe pensi mi”, “Fora di ball”, nessuna considerazione per la sostenibilità economica, sociale e ambientale, un’ubriacatura di un presente senza futuro, che distrugge invece di costruire.

 REFERENDUM

Le donne e i giovani, i più colpiti dalla crisi economica e dalla mancanza di iniziativa di questo governo, sono i protagonisti della svolta. Le Donne toscane dell’Italia dei Valori sono impegnate nella campagna referendaria e nelle amministrazioni locali per dare concretezza a questo cambiamento.

 

Alle amministrative 2011 i cittadini hanno deciso in modo chiaro che vogliono che in Italia si possa respirare quel “fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale” che il magistrato Paolo Borsellino invocava poco prima di essere ucciso, il 20 giugno 1992 ricordando il suo collega e amico Giovanni Falcone. Questa è l’Italia che vuole tornare a creare futuro. Basta con gli attacchi alla legalità e alla magistratura. Basta con il continuo ignorare la divisione dei poteri dello stato, alla base di ogni sistema democratico. Basta con i tagli che tagliano i diritti e lo sviluppo, senza risanare i conti pubblici. Anche il neo presidente della Bce, Mario Draghi lo ha sottolineato in questi giorni, dicendo basta “ai tagli uniformi” di Tremonti, letali per l’economia e la società italiana. Basta con il prevalere degli interessi privati sull’interesse pubblico. Basta con un’economia e una politica senza giovani e donne. Basta con l’Italia che non crede più nel futuro.

4 SI PER FAR CAMMINARE LE IDEE

Uno striscione “4 SI per far camminare le idee”, sta attraversando tutta l’Italia, da una regione all’altra con i Coordinamenti Donne dell’Italia dei Valori. Lo abbiamo aperto sotto il simbolo dell’Italia nel mondo, la Torre di Pisa e davanti alla Scuola Normale. Il futuro dipende da noi, il 12 e il 13 giugno, 4 SI sono l’inizio di un nuovo programma per l’Italia.

L’Italia dei Valori, ha portato due milioni e duecento mila firme in Cassazione, per il referendum sull’acqua, il nucleare e il legittimo impedimento, lo scorso luglio. Abbiamo dimostrato che la politica è ancora capace di progetto e di idee, che quando ci crede è in grado di trovare gli strumenti per fermare l’attacco alla Costituzione e al bene comune.

Il referendum restituisce la voce ai cittadini sull’uguaglianza di fronte alla legge e sulla difesa della nostra Costituzione, sulle scelte energetiche e sull’acqua come bene comune. Il referendum sarà determinante nel riportare la politica alle proprie responsabilità nei confronti dei cittadini e del futuro, perché sui temi dell’uguaglianza, dell’accesso ad un bene primario indispensabile per la sopravvivenza come l’acqua e sulle fonti energetiche, si decide il futuro di un paese e delle future generazioni.

REFERENDUM

La Suprema Corte ha stabilito che sul nucleare saranno i cittadini a decidere : la legge è legge e nessuno la può aggirare, neppure il Parlamento, con una legge ad referendum. La sentenza della Cassazione restituisce ai cittadini la parola anche sul nucleare, a niente sono serviti i trucchi di questa maggioranza. Ora, dobbiamo dirlo forte e chiaro quale è la direzione della crescita, fermando le furberie di chi sta speculando invece di creare sviluppo. La Germania con un’economia che corre 5 volte più veloce della nostra ha scelto, SI alle energie alternative e basta con il nucleare. Sono questi i 4 SI che rimetteranno in moto l’Italia. 4 SI per ricominciare a creare futuro.

REFERENDUM

La morsa stretta sul futuro è quella degli interessi di pochi che cancellano il bene comune. Vorrebbero mettere le mani su un diritto inalienabile come l’accesso all’acqua. Fermiamoli con 4 SI. Oggi la sentenza della Cassazione restituisce ai cittadini la parola anche sul nucleare, a niente sono serviti i trucchi di questa maggioranza. Dobbiamo dirlo forte e chiaro quale è la direzione della crescita, fermando le furberie di chi sta speculando invece di creare sviluppo. La Germania con un’economia che corre 5 volte più veloce della nostra ha scelto, SI alle energie alternative e basta con il nucleare. Sono questi i 4 SI che rimetteranno in moto l’Italia. 4 SI per ricominciare a creare futuro.

PROCESSO BREVE + PROCESSO LUNGO = SALVACONDOTTO ALL’IMPUTATO BERLUSCONI E FINE DELLA GIUSTIZIA PER MILIONI DI ITALIANI

L’Italia sta vivendo una crisi economica senza precedenti, alla crisi finanziaria del 2008 si è aggiunta una crisi strutturale del sistema Italia, un sistema bloccato dal freno tirato su crescita e sviluppo.

Il Parlamento e il Governo di cosa si occupano ?

 Sono fermi sulla riforma “epocale” della giustizia.

Alla Camera si vota a favore del processo breve e al Senato a favore del processo lungo, nessun errore, è la conferma che le due Camere invece della riforma “epocale”, stiano in realtà scrivendo, la riforma “tombale” della giustizia in Italia.

La riforma “tombale” mette fine ai procedimenti lasciandoli senza la sentenza. Nessun sussulto di dignità istituzionale dentro la maggioranza di centrodestra per impedire che almeno l’omicidio colposo finisse sotto la mannaia della “riforma”.

Verrano cancellati i processi per la strage di Viareggio, 33 morti,

il terremoto dell’Aquila, 309 morti,

la strage della Thyssenkrupp, 7 morti,

i Cantieri Navali di Palermo, 40 morti,

la strage del Moby Prince, 140 morti.

L’elenco delle vittime dell’illegalità che resteranno senza colpevoli è molto più lungo. Chi se la sente di vivere in un Paese in cui i responsabili se ne andranno in giro liberi come se niente fosse mai accaduto, continui pure a parlare di riforma della giustizia, ma tutti gli altri comincino ad alzare la testa per difendere la nostra Costituzione prima che la giustizia diventi un “affare” per soli ricchi e potenti. Prescrizione anche per il crack Parmalat, 80.000 risparmiatori truffati, nel 2008 fu la Cirielli a fare un regalo a Bank of America a spese dei risparmiatori, oggi il processo breve .

 Un meccanismo perfetto, un puzzle di riforme chirurgiche per cancellare i processi a carico di Silvio Berlusconi, studiato con freddezza dagli azzeccagarbugli del premier per un Paese in cui spadroneggia l’impunità dei bravi e la paura dei Don Abbondio. “

Lasciatemi affermare la salda convinzione che l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura.” Franklin Delano Roosevelt. Dobbiamo ripartire e far ripartire il Paese dal coraggio di difendere i diritti e la Costituzione. Lo stato di salute del Paese è compromesso e chi resta a guardare diventa complice e non solo spettatore.

La prima occasione per dire basta, per fermare un governo che sta riversando davanti ai cittadini il conto degli errori che ci spingono sull’orlo di un burrone istituzionale, economico e civile, sono le prossime elezioni amministrative, poi i referendum, per fermare una caduta dalla quale non ci si rialza. La parola torna ai cittadini, spetta a noi dimostrare il coraggio per uscire dall’angolo in cui siamo bloccati.

29 LUGLIO 2010 : L’ITALIA DEI VALORI CONSEGNA 2.200.000 FIRME IN CASSAZIONE

ITALIA DEI VALORI

2.200.000 FIRME

PER FAR SENTIRE FORTE LA VOCE DEI DIRITTI,

DEI CITTADINI e

DEL FUTURO DEL “NOSTRO” PAESE

2.200.000 FIRME

750.000 FIRME PER CIASCUNO DEI TRE REFERENDUM.

DELLE 750.000 FIRME PER CIASCUNO DEI QUESITI DEI 3REFERENDUM

CHE L’ITALIA DEI VALORI CONSEGNA QUESTA MATTINA IN CASSAZIONE,

30.000 FIRME SONO STATE RACCOLTE IN TOSCANA

E QUASI 7000 NELLA PROVINCIA DI PISA.

1) DIFENDERE L’ACQUA PUBBLICA : L’ACQUA E’ UN DIRITTO NON UNA MERCE

L’ACQUA SARA’ L’ORO BLU DEL XXI sec. NON METTIAMOLA SUI MERCATI GLOBALI

QUELLI DEI CROLLI FINANZIARI DI QUESTI ULTIMI ANNI.

ITALIA DEI VALORI

2) BLOCCARE IL NUCLEARE DELLE SPECULAZIONI FINANZIARIE

E NON DELLE SCELTE ENERGETICHE

ITALIA DEI VALORI

3) PER DIFENDERE LA COSTITUZIONE E L’UGUAGLIANZA

DI TUTTI I CITTADINI DI FRONTE ALLA LEGGE,

CHIEDENDO CHE VENGA CANCELLATO DAL NOSTRO ORDINAMENTO

L’ONTA DEL LEGITTIMO IMPEDIMENTO.

ITALIA DEI VALORI

E’ stata dura, ma ne valeva la pena! Dopo tre mesi di piazze, strade, feste, sagre, parcheggi davanti ai supermercati, ogni giorno a parlare con centinaia di persone, migliaia in tre mesi.

Credere in una politica di impegno e di servizio non è uno slogan ci sono ancora le persone che credono in una politica capace di far sentire forte la voce dei cittadini, incontrarle è stata la conferma che cambiare la politica italiana non è solo una speranza, basta cominciare, una volta per tutte ed i 3referendum saranno determinanti per riportare, una volta per tutte, la politica alle proprie responsabilità nei confronti dei cittadini e del futuro del “nostro” Paese !

TRE MESI DI IMPEGNO FINO ALLO SFINIMENTO, SOTTO IL SOLE, AD OGNI ORA DEL GIORNO FINO A MEZZANOTTE PASSATA, LA POLITICA DELL’IMPEGNO NON E’ UNO SLOGAN LO HANNO VISTO MIGLIAIA DI CITTADINI TOSCANI: GRAZIE A TUTTI, A CHI HA FIRMATO, A CHI CI HA RINGRAZIATO, A CHI HA RITROVATO LA SPERANZA E LA VOGLIA DI REAGIRE, A CHI CI HA OFFERTO ACQUA FRESCA SOTTO IL SOLE DELLE 2.00, ANCHE A CHI NON SI E’ VOLUTO FERMARE, A CHI SI E’ FERMATO A DISCUTERE, A CHI CI HA ASCOLTATO, E’ STATA UN’ESPERIENZA INDIMENTICABILE, PER TUTTI.

GRAZIE IN PARTICOLARE AI QUASI 7000 PISANI CHE HANNO CREDUTO IN NOI E NEL NOSTRO LAVORO!

GRAZIE ALLA MIA FAMIGLIA CHE SI E’ SACRIFICATA INSIEME A ME PER TRE MESI, LA MENTE SEMPRE CONCENTRATA SULL’ORGANIZZAZIONE, SUI BANCHETTI DA GARANTIRE AD OGNI ORA DEL GIORNO, SUI VOLTI E LE VOCI DI TUTTE LE PERSONE INCONTRATE, E POI DI NUOVO SENZA SOSTA IN TUTTI I COMUNI DELLA PROVINCIA PER RACCOGLIERE I CERTIFICATI ELETTORALI. Quasi 500 km in tre giorni per raggiungere tutti i comuni della provincia di Pisa.

GRAZIE A TUTTI GLI IMPIEGATI DEI COMUNI CHE NONOSTANTE I MOLTI COLLEGHI IN FERIE SONO STATI SEMPRE DISPONIBILI IN TEMPI STRETTISSIMI.

Sono stati molti i protagonisti della raccolta delle firme a dimostrazione di come il referendum sia uno strumento che coinvolge tutta la società civile in uno spirito di partecipazione e di esercizio dei propri diritti di cittadinanza attiva e consapevole.

REFERENDUM : VOTA SI PER CANCELLARE IL LEGITTIMO IMPEDIMENTO, LA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA E IL NUCLEARE

3 REFERENDUM PER DIFENDERE I DIRITTI DI TUTTI

CONTRO I PRIVILEGI DI POCHI

CHE STANNO DIVORANDO :

.  IL NOSTRO PAESE,

.  I PRINCIPI FONDAMENTALI DI UNO STATO DI DIRITTO

.  E LA NOSTRA COSTITUZIONE REPUBBLICANA

3 REFERENDUM PER ABROGARE :

  1. LA LEGGE SUL LEGITTIMO IMPEDIMENTO CHE RENDE ALCUNI CITTADINI “PIU’ UGUALI” DEGLI ALTRI
  2. LA  LEGGE RONCHI SULLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA
  3. LA LEGGE 6 agosto 2008, n. 133 CHE REINTRODUCE IL  NUCLEARE IN ITALIA SULLA SCIA SPECULATIVA DI UN NUCLEARE FRANCESE IN VIA DI ROTTAMAZIONE

IL TESTO DEI QUESITI REFERENDARI :

LEGITTIMO IMPEDIMENTO

ACQUA

NUCLEARE

500.000 voci in difesa dell’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, della sostenibilità e delle energie alternative, dell’acqua pubblica intesa come un diritto inalienabile di ogni essere umano, questi tre referendum sono oggi l’unico strumento democratico per restituire la voce ai cittadini sul futuro perché sia il futuro di tutti e non diventi il futuro di pochi.

Il futuro di pochi speculatori che si arricchiranno su un nucleare di terza generazione superato ed in via di rottamazione, già oggi, figuriamoci tra 20 anni quando entreranno in funzione le centrali nucleari “italiane” ?

oppure

Il futuro di tutti, generazioni presenti e future,a cui rischiamo di lasciare molte scorie radioattive ed arretratezza sulle nuove tecnologie dell’energie alternative ?

Il futuro delle multinazionali dell’ acqua, che secondo un recente studio delle Nazioni Unite sarà l’oro blù di questo millennio?

oppure

Il futuro delle popolazioni di oggi e di domani capaci di difendere un uso delle acque  indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse del “nostro” patrimonio idrico e  capace di salvaguardare le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di quel patrimonio idrico ?

Il futuro di pochi cittadini al di sopra della legge ?

oppure

Il futuro dei diritti di tutti garantiti dalla nostra Costituzione ?

3REFERENDUM per un futuro senza privilegi di casta che umiliano i diritti inviolabili di tutti, un futuro che crede nelle energie alternative e nella sostenibilità, senza scorie da nascondere e cittadini da ingannare ed un futuro in cui l’acqua è un diritto inviolabile dell’uomo e non l’oro blu del secondo millennio, non una merce in balia delle speculazioni finanziarie ma un diritto da difendere per tutte le generazioni che verranno dopo di noi.

Per questi motivi ho deciso di partecipare attivamente alla raccolta delle firme per i tre referendum, tutti i giorni, a contatto diretto con i SI (moltissimi) e con i NO (…) di centinaia di persone. Credo sinceramente che si debbano trovare tutti gli strumenti democratici per invertire un senso di marcia che fa sentire i furbi sempre più furbi, che riduce le prospettive culturali, sociali e politiche alla dimensione dell’immediato sfavillante raggiungimento di un piccolo privilegio dimenticando l’importanza dei diritti. La raccolta delle firme per questi tre referendum è un inizio, per riportare i diritti dentro la politica e la società.

ACQUA

QUELLO CHE NON VIENE DETTO SULLA PRIVATIZZAZIONE DELL’ACQUA :

1) L’acqua privata è più cara dell’acqua pubblica . Costi alle stelle e servizi peggiorati, questo è stato il giudizio della città Parigi sulla privatizzazione dell’acqua, era il 1984, fu Jacques Chirac, allora sindaco di Parigi, a dare il via alla privatizzazione dell’acqua, finita nelle mani di due grandi multinazionali come Veolia e Suez. Dal 1° gennaio 2010 a Parigi l’acqua è di nuovo pubblica e si stima un risparmio di 30 milioni di euro l’anno che verranno reinvestiti per migliorare la rete idrica.

2) Concorrenza o monopolio ? In un contesto mondiale in cui si torna all’acqua pubblica, l’Italia della privatizzazione sarà un facile “bottino” per le multinazionali dell’acqua, un oligopolio privato in sostituzione di molti servizi pubblici.

3) Un bene oppure un diritto? Quando un bene è insostituibile diventa un diritto e non si può fare mercato dei diritti. La disponibilità e l’accesso all’acqua potabile deve essere riconosciuto e garantito per legge come diritto inalienabile ed inviolabile della persona.

4) Mercificare l’acqua significa sottrarre il bene principale per la sopravvivenza alla sfera dei diritti inalienabili, significa, mettere le risorse idriche che non sono inesauribili sotto la legge del profitto, che vuol dire prezzi più alti e poco controllo sui consumi, non solo, significa non poter più contare sulle risorse idriche del nostro Paese in caso di mancanza di acqua, le leggi del mercato sono chiare, chi paga prende tutto.

5) L’uso delle acque deve essere indirizzato al risparmio e al rinnovo delle risorse del “nostro” patrimonio idrico e deve salvaguardare le aspettative e i diritti delle generazioni future a fruire di un patrimonio ambientale integro.

NUCLEARE

Nessun mezzo per dire no al nucleare, tranne il referendum, per ribadire il NO del 1987 e per difendere l’innovazione e lo sviluppo.

Quattro centrali nucleari forniranno meno dell’8% dell’energia elettrica nazionale e non prima del 2020, nessuna voce ai cittadini, solo il referendum, può fermare un’ l’Italia che torna indietro.

L’Europa sta andando nella direzione delle energie rinnovabili. Nell’Unione Europea solo la Finlandia ha in cantiere un nuovo reattore, di tutti gli altri paesi nessuno eccetto l’Italia ha in programma di investire sul nucleare. Perchè ?

Costano troppo : costa costruirle, costa rispondere a tutti i requisiti di sicurezza, costa la materia prima, costa produrre l’energia, costa proteggere gli impianti da eventuali attacchi terroristici, costa stocare le scorie e costa smantellarle.

Nel mondo ci sono 439 centrali in attività, per una potenza installata di 371.647 MW, che contribuiscono però solo per il 15% della produzione elettrica mondiale. Dove sono le centrali nucleari e dove ne verranno costruite di nuove ?

Il nucleare è oggi una fonte di energia in declino, appartiene al passato e non al futuro dell’energia.

Secondo l’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, il contributo dell’atomo al fabbisogno mondiale di energia elettrica scenderà dal 15% al 13% entro il 2030, ecco perché, LE CONTRADDIZIONI DEL NUCLEARE :

L’industria nucleare civile dopo aver superato i 50 anni di vita non ha ancora risolto le sue contraddizioni, dopo un così lungo periodo ci si sarebbe aspettati un miglioramento nelle tecnologie, nei costi, nella riduzione delle scorie e nella sicurezza, non ultima in una maggiore convenienza economica.

“Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro e che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie . Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. “ Carlo Rubbia

1)SICUREZZA DELLE CENTRALI NUCLEARI, si parla di una Generation IV del nucleare, ancora in fase di ricerca scientifica, per investire in sicurezza, ma al momento, la sicurezza resta una “sfida” per il futuro ed un concreto problema irrisolto per il presente .

2)SCORIE : nessuna soluzione al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi : ad oggi sono 250 mila le tonnellate di rifiuti radioattivi in attesa da qualche parte di stocaggio definitivo, se le centrali nucleari riducono le emissioni di CO2, riempiono il mondo di scorie radioattive. Dove verranno stoccati i rifiuti radioattivi italiani?

3)ACQUA : Una centrale nucleare, oltre alle scorie, utilizza enormi quantità d’acqua, compromettendo l’equilibrio idrogeologico della zona in cui viene costruita.

4)URANIO : l’Uranio è una risorsa limitata e scarsa quanto, se non più, del petrolio ed in Italia non c’è. L’U235 , l’uranio fissile altamente radioattivo, al ritmo di consumo attuale, è disponibile solo per qualche decennio ancora, uno studio dell’OCSE parla del 2050, passiamo dalla crisi del pertolio alla crisi dell’uranio.

5)TEMPI E COSTI DI COSTRUZIONE DELLE CENTRALI : Secondo un rapporto commissionato da Greenpeace, analizzando i progetti di costruzione di centrali nucleari in corso nel mondo, la costruzione di una centrale nucleare può superare del 300 per cento il budget previsto e, in media, impiegare quattro anni in più per la costruzione rispetto a quelli pianificati.

6)BOLLETTE ALLE STELLE : stiamo ancora pagando i costi per 400 milionidi euro legati allo smaltimento delle scorie delle centrali dismesse dopo il referendum del 1987, controllate alla voce A2 sulla prossima bolletta. Aggiungiamo alle bollette i costi delle nuove centrali nucleari, perchè nessun privato al mondo costruisce centrali nucleari senza finanziamenti pubblici enormi. Quanto costa il chilowatt nucleare? 8 miliardi di euro per ciascuna centrale nucleare, a cui vanno aggiunti i costi di stoccaggio delle scorie e di smantellamento degli impianti, fatti due conti il chilowatt nucleare è più caro di quello da fonti convenzionali e costa quasi quanto quello dell’eolico. Chi paga ? Noi, gli unici che in Italia che pagano, i cittadini, con un aumento delle bollette, una bancarotta per le famiglie italiane presenti e future .

7)SI SPENDE SUL NUCLEARE A SCAPITO DEGLI INVESTIMENTI SULLE ENERGIE RINNOVABILI : Non solo restiamo indietro sull’innovazione e spendiamo su un nucleare vecchio prima ancora di deporre la prima pietra della prima centrale, ma negli anni che vanno dal 2012 al 2020, l ‘Italia pagherà per l’infrazione delle direttive comunitarie in materia di riduzione delle emissioni e di sviluppo delle rinnovabili, più di 9 miliardi di euro di sanzioni. “ Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. E’ questa, una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa.” Carlo Rubbia, un’altra voce che non è stata ascoltata. “Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma.” .

LEGITTIMO IMPEDIMENTO

2 soli articoli e 8 commi approvati il 3 marzo 2010, diventati legge con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale l’8 aprile 2010 , per affermare che il Presidente del Consiglio ed i ministri sono più uguali degli altri, lo svolgimento del proprio lavoro istituzionale rappresenta “legittimo impedimento” ad assistere in aula ai processi di cui sono imputati, i giudici possono solo rinviare il processo ad altra udienza, fino alla prescrizione, nella peggiore delle ipotesi.