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IL DIRITTO DI FARE DOMANDE

Lega nord

Quando Berlusconi si appella alla legittimazione a governare ricevuta con il voto degli italiani, chiude la partita democratica il giorno stesso dell’elezione, i diritti dei cittadini spariscono dentro le urne elettorali e muoiono con il voto.

L’abc della democrazia è nel riconoscimento del diritto dei cittadini di fare domande e nel dovere da parte di chi governa, di dare risposte, durante tutto l’arco della legislatura.

Chi fa domande non “delira”, non “commette errori”, esercita la sua prerogativa democratica di cittadino. Non solo Saviano, ma anche il più anonimo cittadino, ha il diritto di porre domande e la politica, ha il dovere di rispondere.

La politica dia risposte invece di cercare lo scontro.

Il ministro Maroni lasci agli intellettuali, ai giornalisti, ai singoli cittadini il diritto di fare domande a chi governa.

E’ un fatto che il Nord sia governato dalla Lega da oltre quindici anni, è un fatto che le mafie siano in affari soprattutto al Nord, chiedere conto di questo è un diritto, chiamare “delirio” l’esercizio di un diritto è, quello sì, un delirio di autoreferenzialità.

La Lega con l’attacco di Maroni a Saviano, è riuscita a dimostrarsi molto più berlusconiana, di quanto vorrebbe fare apparire. Nel suo arroccamento dentro le stanze del potere, anche la Lega, vede i cittadini italiani come nemici, divide la realtà in schieramenti inventati dalla politica. Tra la gente, invece, ci sono domande che esigono risposte, sulla mafia, sull’economia, sulla scuola, sulla sanità, sul futuro di questo Paese.

Ci siamo spinti così oltre nella chiusura della politica nei confronti dei cittadini, grazie anche ad un sistema dell’informazione, che ha smesso di fare domande, ha smesso di incalzare il potere. Sono rimasti isolati, i giornalisti che fanno inchieste di pubblico interesse, come la voce nel deserto di Report. Sono diventati di parte i giornalisti che fanno domande scomode, come Santoro. Si è affermato un metodo agghiacciante di isolamento e di esclusione delle domande dalla vita politica di questo Paese.

E’ la dittatura intellettuale e politica del “ghe pensi mi” ,  dell’orticello di casa diventato unica prospettiva e visuale,  tutto il resto è noia. Peccato che tutto il resto sia elemento determinante per poter vivere dignitosamente all’interno di quell’orticello.

Di fronte a nove milioni di telespettatori, Saviano ha dato voce a tutti noi cittadini che avevamo perso la volontà e la speranza di poter ancora formulare domande ed ottenere risposte, senza essere aggrediti e nell’aggressione verbale vedere negato il rapporto democratico  con chi ci governa, che inizia con il voto ma non finisce dentro la cabina elettorale, come vorrebbe questa politica, che vive e muore dentro le stanze chiuse del potere.

 

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Siamo al secondo posto nel mondo nella classifica delle grandi mafie globali. Siamo primi, se vengono considerate le organizzazioni criminali più potenti del mondo, prima della mafia cinese, prima della mafia russa. L’Italia è il secondo mercato del pianeta, dopo gli Stati Uniti e prima della Cina se consideriamo il volume di affari dell’economia criminale. Traffici di droga e di esseri umani, di armi, di rifiuti tossici, 112 miliardi di dollari, a fronte dei 310 americani, degli 83 cinesi.