L’EUROPA DELLE CITTA’

C’è un volto dell’Europa che noi italiani conosciamo poco, un volto fatto di milioni di persone soddisfatte per aver ottenuto dalle istituzioni europee un aiuto concreto per realizzare i loro progetti. Sono i beneficiari dei finanziamenti dell’Unione Europea. 

I fondi europei sono una scelta non solo economica, ma di mentalità. L’europrogettazione vuole trasparenza, tempi di realizzazione certi. Non viene calata dall’alto, nasce dalla buona amministrazione e premia impegno e merito.

Noi dell’Italia dei Valori, vogliamo aprire in Italia un dibattito nazionale sullo scempio del mancato utilizzo di fondi europei e lo facciamo a Pisa, una città in controtendenza rispetto a questo spreco di risorse. A Pisa nei cinque anni, in cui la crisi finanziaria è nata e cresciuta a dismisura, si è investito grazie anche ai finanziamenti europei. L’Italia è 26° sui 27 paesi europei per utilizzo dei finanziamenti EU, Pisa, invece, l’opportunità non se l’è lasciata sfuggire e ha utilizzato, fondi diretti e indiretti, per migliorare la qualità della vita cittadina, finanziare la riqualificazione urbana, nuovi percorsi turistici, nuovi luoghi di aggregazione, poli scolastici e la spesa sociale. 

Hanno aderito moltissimi giovani laureati, perchè la formazione è merce rara in questi anni di tagli ed è più preziosa dell’oro per uscire dalla crisi. C’erano professionisti, medici, piccoli imprenditori, operatori sociali, associazioni, ricercatori, tutta quella società che non si arrende alla crisi e può trovare nei fondi europei il mezzo per realizzare progetti e creare lavoro.

Questa è la politica in cui noi crediamo.

Una politica che serve ai cittadini e che non si serve dei cittadini.

 

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SONO CANDIDATA AL CONSIGLIO COMUNALE DI PISA

SantinoMarroni

TRASPARENZA

2+2=5

Dall’età del livellamento,

dall’età della solitudine,

dall’età del Grande Fratello,

dall’età del Bispensiero…

tanti saluti! “

Il M5s predica la decrescita
ma pratica
la cementificazione del ragionamento.
 
 
Grillismo o Berlusconismo, sono entrambi votati al Bipensiero.
2+2=5 e chi la pensa diversamente
è un nemico.
 
Il M5s ha deciso che finchè non avrà il 100% non dialogherà con nessuno.
Lancerà solo accuse, proclami e molti NO.
 
 
La trasparenza non deve entrare in questo meccanismo distruttivo,
per questo sono intervenuta ed intervengo.
 
Solo il cittadino che conosce, partecipa.
 
E’ in questo senso, che la trasparenza, è una “prestazione essenziale” , art.117, comma 2, lettera m, della Costituzione. 
 

Abbiamo lavorato per rendere la trasparenza strutturale all’organizzazione e al funzionamento del sistema comunale.

 
Gli strumenti che fanno della trasparenza un bene comune immediatamente esigibile, sono,
in aggiunta alle norme nazionali, i nostri regolamenti,
su cui mi sono impegnata direttamente .
 
E’ una materia complessa, quella dei regolamenti e non fa notizia, ma cambia strutturalmente il modo in cui lavora un Comune e nel nostro caso, lo fa mettendo tutto sotto la lente di ingrandimento della trasparenza.
 
Per garantire la trasparenza
sia nella accezione costituzionale
di “prestazione essenziale”
sia in quella che è la vera novità,
rappresentata dallo stretto rapporto
che si crea fra legalità e trasparenza.
 
I regolamenti rappresentano
la strumentazione
per far funzionare
il Piano anticorruzione,
che, primi in Italia, abbiamo predisposto.
 
 
Direi di andarli a leggere sul sito istituzionale del Comune, ma visto che i grillini non riescono a navigarci, meglio che si fermino prima sul motore di Google e ci arrivino da lì. Si trova tutto.
 
 
Il M5s gioca sul suo sito con il Dlgs 33/2013, un decreto che rende omogenee a livello nazionale le sezioni in cui pubblicare le informazioni.
 
Non è cosa da poco, di fronte ad un numero altissimo di dati e di pagine, tutte pubblicate, il lavoro sulle sezioni è fondamentale, perchè cambierà il modo di avvicinarsi ai siti istituzionali dei Comuni, renderà più immediata la consapevolezza di dove trovare i dati e di come cercarli.
 
 
C’è chi lavora, senza aspettare il 100% dei consensi, anzi, sperando di non averli mai.
I cinque anni appena passati
sono stati gli anni in cui
la crisi finanziaria è nata
ed è cresciuta a dismisura.
 
A Pisa i dati su cui i grillini giocano e scherzano,
hanno significato affrontare la crisi
con risposte concrete,
meglio Ikea,
Porto di Marina,
People Mover,
recupero del Santa Chiara,
Ospedale di Cisanello,
progetti Piuss,
edilizia sociale,
oppure il giochino dei proclami e del NO ?
 
 
Senza i SI che servono per uscire dalla crisi
a pagare sono sempre e solo i cittadini.
 
 
Al gioco del Bipensiero a perdere sono i lavoratori,
le famiglie, i giovani, i pensionati, le donne,
che restano soli sotto il rigore, ovvero,
ciò che il più ricco un per cento della popolazione desidera,
diventa ciò che la scienza economica ci dice che dobbiamo fare”, copywright Paul Krugman.
 
Meglio tornare a pensare,
perchè il futuro dipende da noi
e dalla nostra voglia di cambiamento,
un cambiamento vero, però

2 GIUGNO 2012

crisi economica tricolore

 

Il 2 giugno 2012,

non è un 2 giugno

come tutti gli altri

 

 

 1992-2012

 

 

 

 

 

 

 

Il significato di Repubblica che festeggiamo è rimasto impigliato in venti anni in cui gli attacchi alla Costituzione, la malapolitica, il malaffare ci hanno portato fin qui.

Non tutti hanno agito allo stesso modo, le differenze, le battaglie politiche e ideali che hanno segnato questi ultimi venti anni vengono trascinate dentro un calderone di qualunquismo a cui, dopo il populismo berlusconiano-leghista di centrodestra, dovremmo essere vaccinati.

E invece NO. Questa festa della Repubblica 2012 ci deve portare su un terreno nuovo, con la memoria del passato.

Oggi, festeggiare la festa della Repubblica degnamente, significa ritornare alle nostre radici, con lo sguardo rivolto al futuro.

Il cambiamento,

è già tutto scritto,

nei valori della nostra

Costituzione.

Come durante la Resistenza le staffette erano il tessuto connettivo tra la società civile e i partigiani, così oggi è la nostra Costituzione ad essere staffetta, articolo per articolo, per rafforzare i valori su cui è nata la nostra Repubblica e da cui ripartire per ricostruire un Paese capace ancora di guardare avanti.

Siamo in un momento storico in cui i valori di fratellanza, di uguaglianza e di libertà, che sono alla base della nostra Costituzione, non sono affatto scontati, ma hanno ancora bisogno di noi, delle nostre voci e del nostro coraggio.

Si parla di alleanze e di programmi, ma non si parla abbastanza di quali ideali siano alla base di quelle alleanze e di quei programmi.

L’individualismo esasperato degli ultimi venti anni ha svuotato la politica dei suoi ideali, la vita di tutti i giorni dei suoi significati, il sistema economico di ogni legame con la crescita sociale e civile della società.

Questa crisi economica

non è uguale per tutti

E’ una crisi nata sulle diseguaglianze e sull’aumento delle diseguaglianze prospera.

E’ una crisi che nega la solidarietà, l’uguaglianza e la libertà dei popoli.

La vera festa della Repubblica, oggi, è nell’unica vera foto che guarda al futuro, la foto dei popoli.

Sono i volti di chi sta affrontando il terremoto in Emilia.

I volti dei lavoratori che difendono i diritti conquistati in oltre un secolo di lotte e di battaglie civili.

I volti delle famiglie che non arrivano alla fine del mese.

I volti delle donne che il 13 febbraio hanno chiuso il teatrino della politica berlusconiana.

I volti degli insegnanti che ogni giorno difendono la scuola pubblica e il futuro.

I volti di chi ha votato ai referendum per difendere i beni comuni e adesso aspetta le risposte negli atti concreti di un Parlamento che continua a restare sordo ad un nuovo modello di sviluppo, che difenda il territorio, l’assetto idrogeologico e la sicurezza, che guardi al futuro di un popolo e non al futuro di pochi. Quei pochi che vivono divorando il futuro di tutti. Quelli che ridevano la notte del terremoto dell’Aquila, quelli che vivono di privilegi che cancellano i diritti di tutti, quelli che non conoscono “disciplina e onore” nell’adempimento delle funzioni pubbliche.

ORA E SEMPRE RESISTENZA

RIBELLI!

GLI ULTIMI PARTIGIANI RACCONTANO LA RESISTENZA.

DI IERI E DI OGGI

resistenza

Per crescere i nostri figli

“belli e resistenti”

consiglio a tutti di leggere questo libro.

Raccoglie le voci degli ultimi partigiani.

Le loro vite sono la nostra storia e in questo libro ci consegnano una staffetta, così come durante la Resistenza le staffette erano il tessuto connettivo tra la società civile e i partigiani, così oggi le loro voci ci riportano ai valori su cui è nata la nostra Costituzione, su cui è nata la nostra Repubblica.

Se vogliamo davvero costruire un futuro migliore per i nostri figli,

la risposta è nella nostra Costituzione e nel racconto delle vite di chi ha sacrificato tutto in nome della libertà dei popoli.

Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione,

andate nelle montagne dove caddero i partigiani,

nelle carceri dove furono imprigionati,

nei campi dove furono impiccati.

Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità,

andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione.

Piero Calamandrei

Si parla di alleanze e di programmi, ma non si parla abbastanza di quali ideali siano alla base di quelle alleanze e di quei programmi.

Siamo in un momento storico in cui i valori di fratellanza, di uguaglianza e di libertà, che sono alla base della nostra Costituzione, hanno bisogno di noi, delle nostre voci e del nostro coraggio.

L’individualismo esasperato degli ultimi venti anni ha svuotato la politica dei suoi ideali, la vita quotidiana dei cittadini dei suoi significati, il sistema economico di ogni legame con la crescita sociale e civile della società.

“Per questo, a mio parere, oggi c’è spazio e necessità per quella che a me piace chiamare “LA SECONDA RESISTENZA” . Una resistenza nuova, non violenta, pacifica, che stia dentro lo spirito dei tempi, nelle condizioni politiche e sociali di oggi.” Raimondo Ricci che maturò la sua formazione antifascista al collegio Mussolini della Scuola Normale di Pisa nel 1939.

In questo libro c’è la storia della nostra città, della nostra regione e del nostro Paese, raccontata da chi sente che “è ancora utile rimanere ancora un po’ in questo mondo per testimoniare quello che abbiamo fatto” come Didala che poco più che ventenne e con un figlio di pochi mesi, viveva sotto i castagni nella campagna lucchese e per  lavare il piccolino  prendeva un paiolo pieno d’acqua scaldato al sole.

Ha sacrificato tutto, in nome della libertà di un popolo.

Noi siamo i suoi nipoti, i suoi figli, il futuro di quel popolo .

UN 2012 DALLA PARTE DEI POPOLI

Immagine

La morte di Vaclav Havel, fa riaffiorare i ricordi della grande stagione di libertà dei popoli dei regimi comunisti europei, alla fine degli anni ’90.

Viene da chiedersi se oggi, non stia di nuovo attraversando l’Europa e il mondo, un’altra grande spinta democratica, che nasce dai popoli.

Oggi c’è Piazza Tahrir, c’è Occupy Wall Street, ci sono le piazze italiane che si sono riempite di donne, di giovani, di lavoratori, di studenti e di immigrati.

I senza potere di Havel, di un libro scritto nel 1978, assomigliano molto ai manifestanti di Occupy Wall Street, ai blogger dissidenti arabi, alle donne di Se Non Ora Quando, ai movimenti dei giovani precari italiani, ai lavoratori di Pomigliano, a chi sale sulle gru per farsi ascoltare.

“Il potere dei senza potere” del XXI sec., nasce usando nuovi mezzi, nuovi strumenti tecnologici, agendo in una nuova agorà che è anche virtuale.

Ma, quello che chiedono i senza potere di oggi, come quelli di Havel, è di uscire dalla menzogna, chiedono onestà e coraggio.

Onestà sul mancato risanamento di un sistema speculativo che impoverisce l’intera economia mondiale, togliendo immense risorse al cammino produttivo dell’economia.

Onestà, sul mancato risanamento di un sistema finanziario internazionale degradato e deteriorato che mette al giogo i popoli.

Coraggio per trovare una via d’uscita da una  crisi sistemica.

Secondo il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz

“IL CROLLO DEI MERCATI DEL 2008,

HA AVUTO PER IL FONDAMENTALISMO LIBERISTA,

LO STESSO EFFETTO DEL CROLLO DEL MURO DI BERLINO PER IL COMUNISMO”

I popoli schiavi di un’unica rappresentazione della realtà, nel 1989 premevono verso una porta che si apriva su una realtà nuova, alternativa.

Oggi, dov’è la nostra porta di Brandeburgo, che si apre su una realtà nuova ?

Che la crisi economica sia sistemica, è appurato. Mancano però, le vie d’uscita dal sistema, le riforme strutturali.

Su queste vie d’uscita premono le piazze, non quelle dei mercati, ma quelle vere.

Verso una società diversa volge lo sguardo delle donne, dei giovani, dei lavoratori. Uno sguardo in cerca di una nuova porta verso un sistema che sia dalla parte dei popoli.

Il loro potere è maggiore di quello che comunemente si immagina, è il potere di quei senza potere, capaci di cambiare il mondo, raccontati da Havel.

DALLA PARTE DEI POPOLI

AFRICA

“Dalla Parte dei Popoli” Un’Altra Africa Un’Altra Europa Un’Altra Italia

Dopo il dibattito ci sarà una cena con piatti tipici della terra d’Africa e musica tradizionale.

Mercoledì 21 dicembre alle 19,00  a Pisa,  presso l’Hotel Santa Croce in Fossabanda.

E’ un incontro promosso dal gruppo ALDE del Parlamento Europeo, insieme al gruppo consiliare regionale dell’Italia dei Valori della Toscana.

Dopo il duplice omicidio che ha colpito la comunità senegalese fiorentina e tutti noi, l’Incontro di mercoledì, acquista un significato preciso, che testimonia la nostra solidarietá e il nostro rifiuto per un atto razzista, un momento per ricordare le due vittime di Piazza Dalmazia. Un giorno di riflessione di e per un’altra Italia.