REFERENDUM : I PARTITI ASCOLTINO OLTRE A FESTEGGIARE LA VITTORIA DEI CITTADINI

Pisa con oltre il 64% di votanti ha fatto da traino al dato regionale e nazionale. Un ringraziamento a tutti, per aver firmato per la presentazione dei referendum la scorsa estate, ai mercati, alle uscite dei supermercati, nelle piazze, sul lungomare, anche per la festa di San Ranieri eravamo presenti con i nostri banchetti per la raccolta delle firme. Grazie per aver rafforzato giorno dopo giorno la convinzione che un’altra Italia era rimasta senza voce e voleva tornare a contare.

Grazie per aver firmato e aver portato a firmare in una fittissima rete di comunicazione porta a porta, grazie per gli abbracci che spesso scattavano sotto il sole di luglio nei parcheggi assolati dei supermercati, perchè tranne un’unica eccezione, la Coop di Cisanello, non ci era consentito raccogliere le firme alle entrate ma solo sul suolo pubblico antistante.

Grazie per aver avuto pazienza nel compilare tutte e tre le richieste per i referendum, spesso in fila sempre sotto il sole delle calde giornate di giugno e luglio. Sentirsi insieme, nel ritrovare la voce per cambiare le cose che non vanno, è il vero senso della politica e della cittadinanza attiva.

REFERENDUM

Ogni volta che uscivo di casa con il tavolino e le sedie di plastica, i manifesti e i volantini, dovevo superare la barriera del marito e dei figli che per più di due mesi mi hanno visto sparire la mattina presto, i pomeriggi e le sere, sempre di corsa, sempre carica di energia ma troppo stanca per fare qualunque altra cosa, niente giochi, niente feste, perchè ogni occasione era decisiva per arrivare alle firme necessarie per presentare i referendum in Cassazione.

4 SI per far camminare le idee

Troppe volte mi sono chiesta se non stessi esagerando, troppo idealista, troppo sognatrice, troppo coinvolta nel ritrovare il senso di comunità nei volti e nel riconoscimento di tutti coloro che si riconoscevano reciprocamente in questa rinascita civile, che più andava avanti e più diventava trainante.

All’inizio eravamo solo noi dell’Italia dei Valori a crederci, insieme ai comitati e alle associazioni, determinati a portare fino in fondo le nostre battaglie. Poi, le firme raccolte sono state oltre due milioni, fino ai 27 milioni di cittadini che sono andati a votare. Come unico partito politico che ha presentato i referendum, sappiamo che la vittoria dei SI e del quorum, è solo l’inizio e se si comincia a parlare di Berlusconi invece che di acqua, energie rinnovabili, politica con le mani pulite e al servizio del bene comune, ci preoccupiamo, perchè i cittadini hanno scelto molto chiaramente, non solo ciò che non vogliono, ma anche ciò che vogliono.

In quel luglio di un anno fa, il ritorno al nucleare, la privatizzazione dell’acqua e le leggi ad personam sembravano intoccabili, ma firma dopo firma, era sempre più forte la convinzione che quando le motivazioni sono solide, anche nel momento più buio, se c’è la determinazione e la convinzione delle proprie idee, i mezzi per ridare la voce ai cittadini, si trovano, ci vuole però coraggio e fiducia in se stessi e negli altri.

Poi, mesi dopo il caldo estivo è arrivato un autunno terribile, in cui la crisi economica non poteva più essere nascosta con i proclami dell’imminente arrivo della ripresa, così spesso trasmessi a reti unificate. Un’altra economia, capace di prendere le distenze da quell’economia della crisi che cresce e si arricchisce solo sulle diseguaglianze e le speculazioni, che in un attimo nel 2008 aveva portato il mondo sull’orlo del baratro finanziario, cominciava a profilarsi prima nelle aule universitarie dei premi Nobel per l’economia, poi anche ai vertici delle istituzioni economiche. Socializzare le perdite e privatizzare i profitti come era accaduto nella crisi del 2008, non sarebbe diventato l’ennesimo giogo che l’economia imponeva alla politica.

Poi sono arrivate le piazze di Se non ora quando, in Corso Italia eravamo migliaia, c’erano i professori dell’università, le maestre della scuola dei miei figli, le amiche di una vita, c’era tutta la città , che si riconosceva e si ritrovava e si abbracciava ritrovando la consapevolezza che tutto era ancora da costruire, niente era perduto.

pisa 13 febbraio

Grazie per non essere andati al mare, per la seconda volta, e aver detto Si al diritto di decidere. La seconda Repubblica è nata quando gli italiani hanno rispedito al mittente l’invito ad andare al mare nel ’91, venti anni fa era stato Bettino Craxi, oggi Silvio Berlusconi, la risposta è stata la stessa, niente mare ma cittadinanza attiva , partecipazione e la volontà di decidere direttamente. Per due volte in venti anni i cittadini con i referendum, hanno chiesto una nuova generazione di governanti capace di mettere il bene comune al primo posto e aprire la politica ad una nuova fase in grado di dare slancio al Paese.

Berlusconi invitando ad andare al mare, ha reso esplicito il suo storico legame con una politica di cui nessuno ha più bisogno, tranne chi sulla politica pensa di costruire fortune personali, invece che pubbliche. La sfida oggi, è quella di saper rispondere davvero questa volta, venti anni dopo il primo richiamo, alla volontà di cambiamento che chiedono gli elettori. Si fa un gran parlare in questi giorni di radicali e moderati, sono talmente incancreniti i problemi del Paese, che solo un impegno radicalmente determinato a risolverli, è in grado di convincere che si può cambiare davvero la rotta del prevalere degli interessi di pochi sul bene comune.

I referendum hanno un unico vincitore, i cittadini. E’ nella direzione che i referendum hanno tracciato, con oltre il 94% dei SI, che ci si deve muovere, i  referendum con la più alta percentuale di SI della storia della Repubblica. La risposta deve arrivare da una politica nuova al servizio dei cittadini che rimetta in carreggiata il Paese.

I sacrifici delle giornate passate ai banchetti per la raccolta delle firme, la mobilitazione per portare sulle strade e nelle piazze le informazioni sui referendum, quando i mezzi di comunicazione tacevano, sono parte della nostra identità politica, che è nata e cresce dentro la società civile.

Dopo l’impegno e la fatica, abbiamo diritto ad esprimere ad alta voce, un meritato orgoglio per avere lavorato fin dall’inizio, quando nessun partito politico ci credeva, per restituire la voce ai cittadini su scelte strategiche fondamentali come quelle dei referendum che abbiamo presentato.

Continueremo su questa strada tutta in direzione di una politica che serva il Paese e smetta di servirsene.

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