10 punti chiave per andare in piazza il 6 maggio e riaprire al futuro

 

  • 1. Fermare una politica economica e sociale che scarica sulle fasce più deboli, sui giovani e sulle donne, sui lavoratori e sui precari, tutti i costi della crisi.
  • 2. Fermare l’economia della crisi, che ha smesso di creare futuro. Nei prossimi anni, anche in presenza di buoni livelli di crescita economica ci aspettano tassi di disoccupazione che fino a non molto tempo fa sarebbero stati giudicati catastrofici, e in realtà lo sono.
  • 3. Ripartire dalla centralità del lavoro, per essere di nuovo in grado di guardare al futuro.
  • 4. Fermare un’economia che invece di guardare avanti, verso la sostenibilità sociale ed ambientale, resta ancorata ai fondali dell’economia della crisi.
  • 5. Superare quella distanza tra economia e società, che è la principale caratteristica dell’economia della crisi. Un’economia che cresce e prospera solo con il crescere degli squilibri e delle diseguaglianze.
  • 6. Che siano queste  le priorità da affrontare e saremo in piazza per affermarlo: in Italia il 10% delle famiglie detiene il 47% della ricchezza. La mobilità sociale è bloccata. Si taglia su scuola, formazione, università, ricerca e stato sociale, compromettendo la crescita e lo sviluppo. 1 donna su 2 ed 1 giovane su 3 non lavora. I giovani e le donne italiane hanno il minor peso economico dei paesi occidentali.
  • 7. Il 6 maggio le piazze d’Italia non saranno solo un momento di protesta, ma saranno la culla di un’altra economia.
  • 8. Stiamo vivendo uno di quei momenti storici in cui ci sono tutte le condizioni per scegliere una strada nuova, ma anche il rischio molto concreto, di continuare ad insistere sugli errori che ci hanno portato alla crisi finanziaria globale del 2008.
  • 9. Fino ad oggi il conto della crisi è rimasto sul tavolo della società civile, nella completa assenza di un piano economico capace di legare i sacrifici ad un nuovo progetto di crescita e di sviluppo. E’ sulle diseguaglianze che si deve intervenire, perché sono la tomba della crescita.
  • 10. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e la nostra Costituzione è il nostro passato e il nostro futuro.
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