PROCESSO BREVE + PROCESSO LUNGO = SALVACONDOTTO ALL’IMPUTATO BERLUSCONI E FINE DELLA GIUSTIZIA PER MILIONI DI ITALIANI

L’Italia sta vivendo una crisi economica senza precedenti, alla crisi finanziaria del 2008 si è aggiunta una crisi strutturale del sistema Italia, un sistema bloccato dal freno tirato su crescita e sviluppo.

Il Parlamento e il Governo di cosa si occupano ?

 Sono fermi sulla riforma “epocale” della giustizia.

Alla Camera si vota a favore del processo breve e al Senato a favore del processo lungo, nessun errore, è la conferma che le due Camere invece della riforma “epocale”, stiano in realtà scrivendo, la riforma “tombale” della giustizia in Italia.

La riforma “tombale” mette fine ai procedimenti lasciandoli senza la sentenza. Nessun sussulto di dignità istituzionale dentro la maggioranza di centrodestra per impedire che almeno l’omicidio colposo finisse sotto la mannaia della “riforma”.

Verrano cancellati i processi per la strage di Viareggio, 33 morti,

il terremoto dell’Aquila, 309 morti,

la strage della Thyssenkrupp, 7 morti,

i Cantieri Navali di Palermo, 40 morti,

la strage del Moby Prince, 140 morti.

L’elenco delle vittime dell’illegalità che resteranno senza colpevoli è molto più lungo. Chi se la sente di vivere in un Paese in cui i responsabili se ne andranno in giro liberi come se niente fosse mai accaduto, continui pure a parlare di riforma della giustizia, ma tutti gli altri comincino ad alzare la testa per difendere la nostra Costituzione prima che la giustizia diventi un “affare” per soli ricchi e potenti. Prescrizione anche per il crack Parmalat, 80.000 risparmiatori truffati, nel 2008 fu la Cirielli a fare un regalo a Bank of America a spese dei risparmiatori, oggi il processo breve .

 Un meccanismo perfetto, un puzzle di riforme chirurgiche per cancellare i processi a carico di Silvio Berlusconi, studiato con freddezza dagli azzeccagarbugli del premier per un Paese in cui spadroneggia l’impunità dei bravi e la paura dei Don Abbondio. “

Lasciatemi affermare la salda convinzione che l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura.” Franklin Delano Roosevelt. Dobbiamo ripartire e far ripartire il Paese dal coraggio di difendere i diritti e la Costituzione. Lo stato di salute del Paese è compromesso e chi resta a guardare diventa complice e non solo spettatore.

La prima occasione per dire basta, per fermare un governo che sta riversando davanti ai cittadini il conto degli errori che ci spingono sull’orlo di un burrone istituzionale, economico e civile, sono le prossime elezioni amministrative, poi i referendum, per fermare una caduta dalla quale non ci si rialza. La parola torna ai cittadini, spetta a noi dimostrare il coraggio per uscire dall’angolo in cui siamo bloccati.

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