Il modello capillare diffuso di accoglienza

Nel 1999 la Germania ha accolto 500.000 profughi in fuga dal Kosovo durante le guerre balcaniche, l’Italia 50.000.

In Italia con oltre il doppio dell’accoglienza che ha mandato in tilt il governo Berlusconi, tutto avvenne senza il minimo allarmismo.

Era il sistema ad essere opposto. Nell’accoglienza diffusa sul territorio, organizzata e pianificata per tempo, si garantiscono i diritti umani e l’impatto zero sul territorio che offre accoglienza, è accaduto e dovevano essere messe in atto le condizioni perchè si ripetesse.

Invece, No. Il limite ideologico del Pdl e della Lega, i limiti organizzativi e tecnici dell’improvvisazione da parte degli ex-alleati/amici di Gheddafi, gli errori in politica estera macroscopici, hanno alimentato l’emergenza. Le furberie dell’ultima ora ci hanno isolato in Europa.

toscana no ai cie

Oggi siamo la porta dell’Europa solo per gli aspetti negativi, senza essere stati in grado di trasformare la nostra posizione geografica in una leadership politica europea. Tutti i sacrifici che questa emergenza profughi sta riversando sugli italiani auspichiamo che renda chiaro a tutti che l’Europa siamo noi e solo impegnandoci a 360° nei rapporti con il Mediterraneo a livello europeo, sarà possibile trasformare un’emergenza da un sacrificio ad una risorsa che appartiene alla nostra storia di civiltà mediterranea.

Dobbiamo uscire dal filo spinato del cortile di Arcore in cui sta agonizzando lo spessore politico dell’Italia.

no cie

Dalla Toscana è stata lanciata la sfida di un’altra accoglienza, passare da un modello di accoglienza dei profughi che concentra in un’unica area centinaia, fino a migliaia, di persone ad un modello di accoglienza diffuso sul territorio. Superare la dimensione dei campi, delle tendopoli e dei Cie, questo è l’obiettivo. Il degrado umano e civile dei grandi assembramenti e l’impatto che hanno sul territorio impone un ripensamento.

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