31 marzo ore 13,19 : 24 ore per far valere il modello di accoglienza toscano

Scrivo dal picchetto davanti all’ex base militare americana di Coltano, dove il governo Berlusconi ha deciso di imperio di allestire una tendopoli per i clandestini. Sono quì dalle 6,00 di questa mattina, davanti al filo spinato di quello che non può essere descritto, se non come un lager.

Questo governo sta facendo prevalere la demagogia della paura, dello scontro e del caos per una totale mancanza di cultura del territorio e della cooperazione, si nascondono i problemi dietro il filo spinato dei campi, invece di affrontarli con soluzioni che coinvolgano attivamente il tessuto sociale e civile delle nostre città e delle nostre regioni.

Quando impareremo la lezione, da anni davanti ai nostri occhi, che il modello della concentrazione dentro i campi di centinaia di profughi e clandestini non funziona ?

Non funziona per i clandestini, non funziona per i profughi e non funziona per le realtà territoriali dove questi centri vengono allestiti.

Come si risponde all’emergenza clandestini che il nostro Paese è geograficamente esposto a dover affrontare ieri, oggi e domani?

Ci sono due modelli per gestire sul territorio i flussi migratori, anche nei casi di emergenza come quello di questi giorni. Uno, quello che concentra in un’unica area, che siano i Cie, Centri di identificazione ed espulsione, oppure nel caso dei profughi le tendopoli, centinaia di persone. L’altro modello, opposto nel merito e nel metodo è quello della dispersione territoriale.

Il primo, viene imposto sul territorio e vissuto con enormi difficoltà dai cittadini e dagli enti locali, sappiamo per esperienza che crea degrado e pessime condizioni di vita per chi viene rinchiuso all’interno dei campi e statisticamente è accompagnato da un numero di fughe di fatto incontrollabile. Crea problemi per la sicurezza, per le forze dell’ordine, ridotte dai tagli ad un deficit di organico e di mezzi.

Il secondo, quello in cui lo stato decide di coinvolgere le onlus e il terzo settore in un’azione di dispersione omogenea sul territorio, ha un minore impatto negativo sulle economie locali e sui cittadini, diminuisce l’allarme sociale e non crea aree lager inconciliabili con i territori in cui vengono sempre imposti. I costi di questo secondo modello sono minori, i tempi di allestimento non aumentano, ma questo governo continua ad insistere sul modello dei campi di centinaia, a volte migliaia di persone.

31 marzo, 13:19 ANSA : Maroni da 24 ore alla Regione Toscana per progettare l’accoglienza diffusa, moratoria su Coltano fino a domani.


31 marzo, 19:25 ANSA :

La Regione Toscana indica 10 piccoli centri per accogliere i profughi.


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