IL SILENZIO DELLE DONNE

Dove sono oggi, le donne italiane ?  Dove è rimasta soffocata la loro voce ?  Dove sono le “altre” donne, quelle che si guardano allo specchio cercando se stesse e non un fantoccio da esporre sulla pubblica piazza dei gesti ammiccanti, dei volti artefatti, delle voci gridate ?

In Italia solo il 46% delle donne ha un impiego. Di queste, il 27% lascia il posto dopo la prima gravidanza. Un altro 15% non rientra dopo il secondo figlio. Una situazione che non trova eguali in Europa. Ecco dove sono le donne in Italia, sono diventate invisibili, come i disoccupati, come gli studenti, come la realtà quotidiana di milioni di italiani. Non corrispondiamo all’immagine che di noi vuole lo scintillio dei riflettori.

Per le donne i riflettori si accendono su un’identità femminile plasmata ad arte dalle attenzioni del mercato, che vuole una donna ossessionata dal suo aspetto e dall’approvazione degli altri, in una corsa continua verso le immagini artefatte di una leadership di carta, fatta di corpi modellati più per distruggere che per vivere.

Lontano dai riflettori, le donne sono costrette ogni giorno a lottare per resistere ad una crisi economica che le sta mettendo sempre più ai margini della vita lavorativa, con una mobilità sociale bloccata soprattutto per le donne e i giovani, per i quali l’ascensore sociale, ormai da qualche anno, si muove solo verso il basso.

La nostra classe dirigente è la più anziana e la più maschile d’Europa. Si è smesso di investire e di credere nella crescita di una nuova classe dirigente. Non sono il merito, le capacità, i progetti, la personalità di uomini e donne a fare la differenza. Tutto si compra, si comprano gli appalti, si comprano i posti di lavoro, si compra il futuro di pochi e cancellando il merito si distrugge il tessuto sociale ed economico del Paese.

La corruzione, dagli appalti di tangentopoli è arrivata dentro le nostre case, non possiamo considerarci fuori dal Bunga Bunga se non alziamo la testa e cominciamo a dire di no, apertamente e pubblicamente, uomini e donne.

C’è un’Italia che si è rinchiusa dentro la corte del Sultano e ha chiuso gli occhi, il resto del Paese deve andare avanti e riaccendere i riflettori sulla vita reale e sui fatti. Portiamo l’Italia lontano dal “Bunga Bunga” e dalla schiavitù dell’ “aiutino”. Una schiavitù che non conosce differenze di genere ed è diventata un cappio al collo, che toglie il respiro al futuro di tutto il Paese.

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1 commento»

  grazia wrote @

belle parole per una domanda : ” dove sono finite le donne”
E’ inutile chiederselo se ai posti di coando ci sono uomini ;
mi sono proposta per candidarmi alle elezioni comunali perchè ho progetti per la città e per un Governo Nazionale , il ” maschietto” , DELLA SINISTRA , che mi ha contattata non ha voluto sapere nulla delle proposte politiche che riporto nel mio progetto ma si è premurato di sapere se ” AVEVO TANTI AMICI E CONOSCENZE PER POTER AVERE VOTI
SICURI ”
Gli ho risposto che, trattandosi di Elezioni Amministrative , avevo dei ‘progetti” da presentare non amici ….ha chiuso la telefonata!


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