MODERATI, NO GRAZIE

Siamo in un momento storico di cambiamento,

non servono i MODERATI,

abbiamo bisogno di INNOVATORI.

Ci vogliono coraggio, coerenza, idee e speranza perchè il mondo sta cambiando e le opportunità di costruire un futuro migliore sono diventate, oggi, oltre che ideali astratti anche concrete opportunità di sviluppo.

Questa mattina sul Corriere della Sera Piero Ostellino attribuisce, non agli speculatori finanziari, ma all’unico stato sociale ancora funzionante al mondo, lo stato sociale europeo, le responsabilità dell’attuale crisi dell’euro.

Dopo aver rifiutato l’aspetto sistemico della crisi, oggi, ci riprovano, capillarizzando le responsabilità sui singoli dirigenti che hanno connotato negativamente, con eccessi, attenzione, PERSONALI e non SISTEMICI, un’economia sana e perfettamente funzionante. Il problema vero, ci viene fatto notare, è rappresentato da chi si ostina a credere nello stato sociale.

Giù la maschera, altro che moderati, nemmeno li si può chiamare liberali e liberisti, perchè non c’è niente di così lontano dal pensiero liberale del rifiuto di correggere gli errori del mercato, il vero volto dei MODERATI, oggi, è lo spirito GATTOPARDESCO, di non cambiare assolutamente nulla.

Non è illuminata la via dei falsi “MODERATI”, congela le istanze di cambiamento ed ha lo sguardo puntato sul XX secolo, incapace di puntare sul nuovo millennio,  usa strumentalmente l’ideologia per delegittimare una nuova economia .

Una classe dirigente che vive di immobilismo sociale, generazionale e di genere, bloccando sviluppo e ricchezza dentro un club chiuso . Questi, oggi, sono i MODERATI, che in politica come in economia, due mondi che in Italia camminano pericolosamente a braccetto, vogliono che niente cambi grazie, anche, all’equilibrato uso degli estintori mediatici puntati sul nuovo che avanza«Rivogliamo i nostri soldi, e ce li riprenderemo»

Barack Hussein Obama, 44° Presidente degli Stati Uniti d’America

Questi sono gli INNOVATORI !

Nella patria del liberismo quando si sbaglia si paga, anche il libero mercato quando sbaglia paga.

Barack Obama ha più volte affermato che la ripresa economica si fonda sulla capacità di mettere una pietra tombale sui dogmi del passato che hanno dato il via al domino finanziario dei subprime.

«Il mio impegno è quello di recuperare ogni centesimo dovuto al popolo americano»

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