7 MAGGIO 2010 VENERDI’ NERO, 440 MILIARDI DI EURO IN FUMO, 2008 USA -2010 EUROPA, CI RISIAMO , STESSI ATTORI STESSE SPECULAZIONI

LO SPETTRO DELLE BANCAROTTE SOVRANE SI AGGIRA PER L’EUROPA .  E’ UNO SPETTRO PRONTO A RACCOGLIERE I PROFITTI DELLA PAURA CHE, PUNTUALMENTE, SPARGE A COMANDO TRA I MERCATI FINANZIARI GLOBALI , ED ORA, ANCHE NELLE PIAZZE E NELLE STRADE TRA LE POPOLAZIONI, RIDOTTE A VITTIME SACRIFICALI DI UN ATTACCO GLOBALE ALLA SOCIETA’ ED ALLA POLITICA, INCAPACE, QUEST’ULTIMA, DI ANTICIPARE ED ANNULLARE LO STRAPOTERE DI UNO SPETTRO AD OROLOGERIA, PUNTUALE E PREVEDIBILE MA LIBERO DI AGIRE.

CHI E’ IN GRADO DI IMPEDIRE CHE LA GRECIA DIVENTI “LA LEHMAN DELLE NAZIONI”, COME DA COPIONE,  SCRITTO NEL 2008 CON LA REGIA DEGLI HEDGE FUNDS ,LASCIATI LIBERI DI FAR DETONARE AD OROLOGERIA GLI SPETTRI DELLA PAURA E DEL PANICO FINANZIARIO E SOCIALE  ?

Stessi attori e stesse azioni, 2008- 2010 : è arrivato il momento che la politica smetta di ignorare i doveri che ha nei confronti delle popolazioni, altrimenti rischiamo di arrivare troppo tardi, quando non resta altro da fare che chinare la schiena allo schema dell’economia speculativa che si ripete creando un’iperbole che dal disordine dei mercati arriva al disordine sociale per esautorare ogni possibile azione economica dei governi nazionali.

Non possiamo consegnare la pace sociale europea nelle mani degli hedge funds, facendo finta di ignorare che da due anni a questa parte non è stato fatto nulla per predisporre misure necessarie ad impedire il ripetersi dei default del 2008, soprattutto di quei meccanismi occulti che ne hanno permesso l’uso speculativo a favore degli stessi che oggi, speculano non più solo sul panico dei mercati ma anche sul panico delle piazze, vere, non finanziarie, quelle dove la gente muore, vittima di una politica che non ha saputo proteggerli.

Gli hedge funds, usando lo strumento dei Credit default swaps (Cds), proprio come due anni fa, quando gli stessi “derivati assicurativi” permisero a Goldman Sachs di lucrare sul tracollo dei subprime, stanno dettando le condizioni di un nuovo attacco speculativo. 8 febbraio 2010, arriva l’ormai diventata “famosa” cena segreta a Wall Street, dove il cosiddetto, club degli hedge fund, dà il via alla nuova fase, l’attacco all’intera eurozona. Di fronte ad una così devastante capacità speculativa, che va oltre le valutazioni economiche, attaccando le più alte istituzioni democratiche, l’Europa, perchè si è aspettato tanto a predisporre un piano di salvataggio dell’euro?

L’azione della politica, nazionale ed internazionale,  non deve ridursi al mantenimento dell’ordine pubblico dopo che l’economia avrà spazzato via la pace sociale, ultimo tassello del noto copione 2008-2010, necessario per vincere indisturbata la scommessa sul default dei debiti sovrani.

La politica deve intervenire ora, deve intervenire su questa economia, ecco, il tabù da infrangere.

Con l’attacco speculativo ai debiti sovrani serve una risposta politica, non servono i polizziotti nelle strade quando ormai è troppo tardi, ma serve una nuova politica economica capace di fermare gli attacchi speculativi volti a sovvertire gli equilibri delle democrazie liberali innescando la miccia di un domino finanziario globale che sta impoverendo ed indebolendo gli stati sovrani guadagnando cifre astronomiche puntando sul panico dei mercati, dopo averlo creato ad arte.

Se la politica, europea e dei singoli stati non è in grado di fermare all’origine un progetto di attacco agli equilibri sociali degli stati che si basa su un uso speculativo dei deficit sovrani, ci restano i polizziotti nelle strade e nelle piazze a fermare le popolazioni ridotte a Pigs, abbandonate alla furia speculativa della forza trasnazionale degli hedge funds, con lo strapotere di una liquidità, che resta invisibile finchè non sferra l’attacco, per  raccogliere indisturbata, tra le rovine, i massimi profitti, che sono proporzionali ai massimi squilibri.

Abbiamo di fronte un attacco speculativo che sta uscendo dai mercati per speculare sugli squilibri sociali, sulla fragilità politica . Le diseguaglianze, territoriali e sociali, l’aumento della disoccupazione, la mancanza di valore del lavoro e della qualità della vita sono le basi su cui è nata e si è consolidata l’economia del default, massimi squilbri da cui nascono i profitti dell’economia del default, il default degli altri ed i massimi profitti dei manovratori della paura, nessuna misura è stata presa per sciogliere come neve al sole lo spettro finanziario che arricchisce pochissimi e distrugge la crescita e lo sviluppo delle nazioni e dei popoli.

Nel 2008, per salvare le grandi banche sono stati spesi miliardi di euro, mentre , oggi, per salvare un paese di oltre dieci milioni di abitanti, si è aspettato che fosse troppo tardi !

L’EUROPA DEI POPOLI E’ OGGI L’UNICA ANCORA DI SALVEZZA DELL’EUROPA DELL’EURO. Può questa crisi spazzar via quei localismi che fino ad oggi ci hanno fatto sentire meno europei di quello che in realtà dobbiamo diventare per salvare la cultura sociale e liberaldemocratica europea ? ORA O MAI PIU’.

L’Europa deve “implementare le riforme istituzionali, inclusa la necessaria impalcatura fiscale, che avrebbero dovuto essere realizzate contestualmente al lancio dell’euro. Non è troppo tardi perché l’Europa attui queste riforme e si dimostri all’altezza degli ideali basati sulla solidarietà su cui poggiò la creazione dell’euro. Se l’Europa però non è in grado di farlo, forse è meglio che ammetta il fallimento e vada oltre, piuttosto che far pagare, nel nome di un modello economico carente, un alto prezzo in disoccupazione e sofferenza umana.” Joseph E. Stglitz

Copyright: Project Syndicate, 2010

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