IMPEACHMENT : Art. 91. della Costituzione “Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi al Parlamento in seduta comune.”

Vogliate perdonare questo lunghissimo post, un mare di parole per non affondare nel buio di una scelta buia come l’ora in cui è stato firmato il decreto salva-liste.

Vi è una regola alla base di ogni democrazia, per garantire la regolarità delle elezioni e per garantire l’uguaglianza di tutti i partecipanti, una regola alla base di ogni competizione civile che i bambini imparano anche solo facendo sport, non si cambiano le regole quando la competizione, elettorale o sportiva è già cominciata, ancora peggio, con effetto retroattivo.

Quando l’arbitro cambia le regole dopo il calcio d’inizio, la partita è nulla, nessuna giustificazione vale la regolarità della competizione.

Un decreto che nasce e che ci dicono sia stato firmato dal Presidente della Repubblica per “garantire la partecipazione al voto “, di fatto invece mette il voto di tutti i cittadini italiani alle prossime elezioni regionali in pericolo. Qualora venga sollevata, da parte dei giudici del TAR o delle Regioni, la questione di legittimità costituzionale del decreto, il “pasticciaccio” del PDL e di Formigoni diventerebbe il “pasticciaccio” di tutti fino alla possibilità di mettere in pericolo la validità e gli esiti degli scrutini del 29 marzo .

Analizziamo la questione nei dettagli :

Perchè il decreto salva-liste rappresenta l’ennesimo attacco alla Costituzione, dopo il Lodo Alfano, dopo lo Scudo Fiscale ?

Perchè il Presidente della Repubblia non avrebbe dovuto firmare un decreto che calpesta oltre alla Costituzione anche gli altri poteri dello Stato ?

1) Esiste una legge,Legge 400/1988, che vieta ogni decretazione in materia elettorale .

Il decreto legge deve essere poi convertito in legge, se questo non accade, che validità possono avere le prossime elezioni?  Proprio per la natura del decreto legge  la materia elettorale viene eslusa.

Un decreto come quello salva-liste definito “interpretativo” in realtà cambia gli effetti di una legge vigente fino ad abrogarla, di fatto il dereto non rappresenta un’interpretazione ma un’innovazione.

2) Le Regioni eseritano la potestà legislativa in materia elettorale, la legge elettorale della Regione Toscana è diversa da quella di altre regioni italiane, interpretare in materia di elezioni regionali è prerogativa dei consigli regionali che al momento sono scaduti in attesa del rinnovo elettorale.

Questo sul piano del diritto, ma anche sul piano politico il decreto è “pasticciaccio” :

Il governo non ha cercato il dialogo e non ha consultato l’opposizione, anzi, dalle ricostruzioni giornalistiche finora, purtroppo, non smentite, pare che abbia aperto un’ unica via di comunicazione esclusiva, che esclude le opposizioni, con la Presidenza della Repubblica.

Poco prima della mezzanotte arriva il via libera di Napolitano che ha permesso al Governo di ignorare le offerte di aiuto di Bersani, Di Pietro e Casini, che si erano esplicitamente impegnati nella salvaguardia del diritto al voto di tutti gli elettori, ha permesso al Governo di non  riconoscere le responsabilità vere del “pasticciaccio”, di nascondere la mancanza di efficienza e di trasparenza del PDL romano e della Lista Formigoni nella presentazione delle liste e soprattutto :

di far passare il principio che quando le leggi non vengono rispettate da chi governa il Paese, le leggi devono essere “interpretate” ovvero “innovate” in modo da sanare ogni irregolarità.

Storicamente in Italia i Presidenti della Repubblica vicini all’impeachment scelgono le dimissioni, lo ha fatto Giovanni Leone, che fu il primo senatore a vita a diventare Presidente della Repubblica Italiana, coinidenza che si ripeterà solo nel 2006, con l’elezione di Giorgio Napolitano, e Francesco Cossiga, dimissioni chieste formalmente dal PCI nel caso di Giovanni Leone e del PDS nel più complesso caso di Cossiga. Dopo l’archiviazione di una denuncia nei suoi confronti per attentato alla Costituzione, presentata nel dicembre 1990 da Democrazia proletaria, nel dic. 1991 il Partito democratico della sinistra chiese al Parlamento la sua messa in stato d’accusa. Cossiga rispose autodenunciandosi alla magistratura ordinaria, fu prosciolto nel 1994, mentre la procedura di impeachment si concluse con l’archiviazione. Il 28 aprile 1992, due mesi prima della scadenza naturale del settennato, rassegnò le dimissioni.

I capi di accusa a suo carico sono interessanti da rileggere :

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga#La_procedura_di_messa_in_stato_di_accusa

Prima il PCI, poi il PDS oggi l’IDV, considerano l’impeachment uno strumento di controllo democratico.

Dopo Leone fu eletto Sandro Pertini e dopo Cossiga, Oscar Luigi Scalfaro, storicamente le conseguenze di un impeachment hanno rappresentato tutt’altro che un pericolo per il Paese.

Annunci

No comments yet»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: