IL RINASCIMENTO ITALIANO del XXI sec: il nuovo umanesimo della sostenibilità economica, politica e sociale

Mi è capitato spesso in questi ultimi mesi di sentir parlare di un Nuovo Rinascimento Italiano.

L’idea è suggestiva, più radicata e meno astratta di quanto possa apparire ad un primo approccio.

Il Rinascimento, con le parole dello storico francese Jules Michelet ha segnato la “scoperta del mondo e dell’uomo”,dopo gli eccessi del liberismo degli anni ’90 abbiamo anche noi bisogno di riscoprire il mondo e l’uomo.

Nel 1992, l’Italia e Mani Pulite hanno riempito le pagine dei giornali di tutto il mondo, gli studi e le analisi di un nuovo rinascimento italiano partono da quegli anni, dai funerali di Falcone e Borsellino, dalla richiesta di una nuova classe politica che governasse un Paese oltre il buio della Corruzione e della Mafia.
Avevamo gli occhi del mondo puntati su di noi, su quella energia di rinascita morale e culturale che attraversava il Paese.

Sono passati 17 anni, e la spinta al cambiamento soffocata e schiacciata dalla mancata risposta della politica e dell’economia alla richiesta di una maggiore centralità dell’uomo e dei suoi diritti invece di dissolversi è diventata globale .

Una politica degli investimenti poco trasparente, un livello di rischio fuori controllo e un management aggressivo e spregiudicato, hanno portato alle estreme conseguenze la disumanizzazione dell’economia e della politica.

Titoli tossici che dentro un algoritmo matematico hanno fatto esplodere la finanza di tutto il mondo, la finanza dei titoli spazzatura venduti come titoli sicuri in un mercato finanziario dove chi deve controllare e garantire ha fallito, dove le Società di rating hanno continuato a classificare, sino allo stesso giorno del default, titoli come sicuri.

Il nostro nuovo rinascimento partendo da un nuovo umanesimo trova nell’economia sostenibile la rinascita della centralità dell’uomo nel mondo globale del XXI sec.

Il futuro è in un’ Economia che nella solidarietà e nella sostenibilità ritrova i principi di apertura all’impegno civile e di trasparenza, che riconosca l’importanza della partecipazione e del controllo sociale .

Il futuro è nella sostenibilità sociale, dove le politiche pubbliche e l’intervento privato agiscano insieme per migliorare le condizioni e le prospettive di benessere della popolazione e delle generazioni future.

Il futuro è nella sostenibilità ambientale e nelle energie alternative, in un nuovo sguardo sull’ambiente e le sue risorse, non più beni inesauribili ma risorse da pproteggere e da sottrarre alle dinamiche proprie del mercato, prime fra tutte l’acqua.

Sono questi i temi al centro del dibattito culturale e politico, europeo e mondiale, sono queste le prospettive e le opportunità per creare le condizioni di una nuova scoperta del mondo e dell’uomo in sinergia verso il futuro.

E’ davvero lontana l’eredità di chi ha potuto dire “la società – per la politica – è morta”,era Margaret Thatcher ed un’eredità che ha condizionato la politica e l’economie occidentali per molto tempo.

Oggi non siamo più in pochi sognatori a dire che non c’è futuro senza società e non c’è futuro della politica e dell’economia senza la forza della società.

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1 commento»

  Paolo wrote @

in bocca al lupo per il blog. w le menti libere, anche quando non le condividi.


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