I Gattopardi della crisi finanziaria

Oggi i principi che reggono l’economia del default non sono stati messi in discussione, i tempi dell’economia, si dice, non consentono pause, riflessioni, incertezze, e allora, i Governi aprono le casse e inondano il mercato di liquidi; siamo sicuri che non si tratti di quegli stessi mercati che procedono sull’autostrada della crisi, a capofitto, “Gattopardi Globali” senza controlli, senza trasparenza, senza futuro?

Come hanno funzionato i mercati e che cosa è andato storto non deve essere minimizzato, nelle borse della finanza globale i broker hanno creato un meccanismo perfetto, stesso meccanismo che altre categorie applicano impunemente in altri settori, hanno sempre scelto di salvarsi a scapito della solidità del sistema, “prescrivendo” farmaci letali al sistema finanziario per moltiplicare guadagni senza la minima considerazione per le conseguenze, e nessuno li ha fermati, perché pensare esclusivamente al proprio utile è la base dell’economia di mercato del XXsec, per le conseguenze vale il vecchio adagio degli “economisti del default” che i mercati si sistemano da soli.

Dalla crisi gli unici ad uscirne senza perdite sono stati ii fondi etici.
Non ci sono state fughe di clienti, né crolli nei rendimenti.

Vogliamo dire che l’Etica ha salvato dal default ?

Ecco perchè e come i fondi etici si sono salvati dalla crisi finanziaria:
si affidano ad un advisor esterno e non prendono in considerazione le valutazioni delle maggiori società di rating internazionali.

valutano società e stati secondo due criteri:

* uno di esclusione, via quelle che producono tabacco, armi, che non rispettano i diritti umani;
* uno di “azionariato attivo”: giudica le politiche adottate dalle imprese, la trasparenza, i diritti dei lavoratori.

Non ci sarebbe bisogno di scomodare l’Etica se le autorità di controllo avessero funzionato, ma nella gerarchia dei valori, la trasparenza e la correttezza del mercato sono stati messi in fondo alla lista, sempre per paura di interrompere la corsa libera del mercato, che stesse andando verso il burrone nessun calcolo economico è stato in grado di dirlo.

Siamo davvero sicuri di non essere in mano ai “Gattopardi Globali” ?

Per i “Gattopardi Globali”, la crisi dei mercati finanziari è “un crollo emotivo del sistema”; siamo di fronte ad un crollo strutturale globale con conseguenze economiche e sociali che rischiano di avere conseguenze molto più a lungo termine del crollo dei mercati.

Dobbiamo smettere di chiederci se questa crisi nei suoi aspetti più drammatici sia una nuova suggestione mediatica ma dobbiamo cominciare a chiederci perché : se ne parla tanto oggi e non se ne è parlato affatto quando ancora si poteva intervenire.

Ora, non abbiamo nessun bisogno di leggere sui giornali l’ennesimo elenco degli indici che documentano l’aggravarsi della crisi economica, perché la viviamo tutti i giorni, dalla mattina alla sera, in ogni gesto che fino a poco tempo fa davamo per scontato che è diventato invece incerto e problematico, guardare dentro la cassetta della posta per paura di nuove bollette, aspettare il totale della spesa al supermercato, per non parlare delle notti insonni a preoccuparsi per il futuro.

Attenzione oggi ad accettare le divisioni in ottimisti e pessimisti, non sono gli umori del mercato ad essere in discussione, ma le sue dinamiche e le sue regole.

I dati che nessun giornale può nascondere sono i numeri delle battaglie quotidiane per arrivare alla fine del mese, della disperazione di non poter garantire ai propri figli le stesse opportunità che abbiamo ricevuto noi, la stessa fiducia nel futuro.

Solo partendo dalla consapevolezza della gravità dell’attuale crisi economica, finanziaria e sociale possiamo costruire il futuro, l’unico ottimismo che possa produrre effetti su una crisi cosi endemica e globale è l’ottimismo di chi riesce a credere che le grandi crisi, come quella che stiamo vivendo, devono mobilitare tutte le energie migliori delle società e delle classi dirigenti verso un unico obbiettivo : ricostruire le basi sociali, economiche e politiche per progettare il futuro.

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